Cede il cric mentre cambia le ruote, muore a 44 anni Mohamed Mezni
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L'amministrazione comunale di Graffignano, guidata dal sindaco Piero Rossi, ha diffuso un messaggio di cordoglio: «La notizia della morte di Mohamed ha profondamente colpito la nostra comunità. Una vita spezzata troppo presto lascia dolore e sgomento. L'amministrazione e tutta la cittadinanza si stringono con sincera vicinanza alla famiglia Perelli in questo momento di immenso lutto».

GROTTE SANTO STEFANO (Viterbo) – Una drammatica fatalità ha spezzato la vita di Mohamed Mezni, 44enne di origini tunisine residente a Sipicciano, frazione di Graffignano. La tragedia si è consumata sabato 29 agosto all’interno del piazzale del deposito della ditta di Grotte Santo Stefano dove l’uomo lavorava e dove si trovava da solo, fuori dall’orario di servizio.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione locale, Mezni stava svolgendo alcuni lavori di manutenzione sulla propria vettura per sostituire le gomme quando il mezzo gli è improvvisamente crollato addosso. Il cric che teneva sollevata l’auto avrebbe ceduto o si sarebbe spostato, facendo abbassare di colpo la scocca e bloccando l’uomo sotto il peso del veicolo senza lasciargli la possibilità di liberarsi.

L’allarme ha fatto scattare l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco, dei sanitari del 118 e dei Carabinieri. I pompieri hanno lavorato per sollevare l’automobile ed estrarre il 44enne, affidandolo alle cure dei medici. I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo sul posto, ma le lesioni riportate al torace e alla testa si sono rivelate troppo gravi e non è rimasto altro che constatarne il decesso. Spetterà ai militari dell’Arma chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e le cause che hanno fatto perdere stabilità al veicolo.

Mohamed Mezni lascia la fidanzata, la suocera e il compagno di quest’ultima, tutti residenti a Sipicciano. La drammatica scomparsa ha suscitato profondo sconforto in tutta la zona. L’amministrazione comunale di Graffignano, guidata dal sindaco Piero Rossi, ha diffuso un messaggio di cordoglio: «La notizia della morte di Mohamed ha profondamente colpito la nostra comunità. Una vita spezzata troppo presto lascia dolore e sgomento. L’amministrazione e tutta la cittadinanza si stringono con sincera vicinanza alla famiglia Perelli in questo momento di immenso lutto».

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Per quindici anni la madre del grande Napoleone fu sepolta nella chiesa delle Monache Passioniste a Tarquinia.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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