"C'è più gente alla croce della Palanzana che al Corso"
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VITERBO - Il fenomeno balza all'occhio anche scorrendo i profili Facebook dove sono fioriti centinaia di selfie con la tanto ambita croce che guarda Viterbo. E più vengono pubblicati scatti e più la passeggiata verso questo luogo diventa argomento di conversazione e meta per altri escursionisti. 

VITERBO – “C’è più gente alla croce della Palanzana che al Corso”. Questa una frase sempre più gettonata tra i viterbesi. In effetti negli ultimi mesi ha preso via una vera e propria azione di scoperta di una gran bella terrazza sulla città: la croce della Palanzana. 

Siamo andati a vedere con i nostri occhi nei giorni scorsi ed effettivamente c’è un bel traffico. Tutto nel rispetto delle disposizioni anti Covid, con mascherina che si alzano dove non c’è nessuno per poi venire giù a ogni incrocio con altri esseri umani. 

Il fenomeno balza all’occhio anche scorrendo i profili Facebook dove sono fioriti centinaia di selfie con la tanto ambita croce che guarda Viterbo. E più vengono pubblicati scatti e più la passeggiata verso questo luogo diventa argomento di conversazione e meta per altri escursionisti. 

A rendere possibile la salita un ottimo lavoro sui sentieri realizzato dal Cai e gli abitanti di Murialdo, Barco e Cappuccini si ritrovano così una casa a pochi metri da un bosco. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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