C'è il circolo Pd a Bagnaia? Troili: "No, c'è Tecnorete e Tarantino non l'ha mai riunito"
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Arduino Troili punta il dito sul circolo Pd di Bagnaia: "Non esiste più. Tarantino chi? E' una brava persona, ma il circolo non esiste più. Non si è mai riunito".
Arduino Troili

C’è il circolo Pd a Bagnaia? “Non c’è,  c’è Tecnorete”, ipse dixit Arduino Troili. Non vede grosse liti all’interno della maggioranza di Palazzo dei Priori, almeno in casa Partito Democratico. Però qualcosa da dire ce l’ha su quanto accaduto in questi giorni: “Vedo tanta voglia di protagonismo cartaceo”.

Ci butta là questa mina mentre passeggia per i vicoli di Bagnaia, alla ricerca di una parabola ficcata ad altezza uomo su una via del ‘200.

“Per esempio la storia di Calcagnini eletto dal popolo. Ma quale popolo? Al limite da quelli che sono andati a votare alle primarie del Pd. Primarie che si sono svolte non tutte in modo regolare”. Boom, altra mina.

“Parlo di Bagnaia, non c’è stato dibattito. E’ stata fatta una cosa che si poteva risparmiare. I fatti dicono che dopo quella cosa il circolo di Bagnaia è chiuso. C’è Tecnorete al suo posto”.

E’ chiaro che dentro Troili brucia ancora la vicenda che ha portato all’elezione nel circolo Pd di Bagnaia di Domenico Tarantino come segretario. “Tarantino? Chi lo conosce? Mai riunito il circolo. Non ho partecipato mai a nessun incontro del circolo di Bagnaia. Qui non c’è più il Pd. Tarantino segretario di cosa? Diciamo che formalmente sarà pure così, è una brava persona che stimo. L’ho visto però tre volte. Mai fatta con lui una riunione per focalizzare i problemi di Bagnaia e La Quercia. Questa non è una cosa positiva”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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