
Debbo pranzare fuori a Viterbo con amici. Sono senza macchina e una mia amica mi dà un passaggio. È “invelenita” con il centro storico. Afferma: “La domenica tutti i bar sono chiusi”. Le chiedo se è stata al nuovo bar-pasticceria di via San Lorenzo e mi risponde: ”Non vado mai in centro”.
Parliamo di donne della Tuscia, belle fiere e coraggiose. Antonella Sberna è la vicepresidente del parlamento europeo. Chiara Frontini la sindaco di Viterbo. Varie donne imprenditrici: Simonetta Coccia, Tiziana Governatori, Alessandra Sensi, Benedetta Bruzziches per citarne alcune.
Tre mie amiche: Alessia Claudia ed Alessandra; con attività commerciali rispettivamente in via Cavour, via Saffi e via Roma, fanno da punto di riferimento delle loro realtà e hanno messo in piedi associazione, rete d’impresa e comitato spontaneo per promuovere il centro storico. Per fortuna non hanno preso della mia amica. Cercherò di non essere troppo cattivo ma credo che dopo questo articolo la perderò come amica.
La mia domanda è semplice: come si permette? Come le viene in mente? Come pensa di essere credibile chi critica il centro di Viterbo senza mai venirci? Non sa neanche della pasticceria Garibaldi. Credo di aver sbagliato io: perché ascoltarla? Lo chiedo a voi: perché ascoltate o
leggete chi è poco informato, di parte e fazioso? Riflettendo sulla mia amica capisco che ci siano due grandi gruppi a Viterbo: quelli che si dedicano: imprenditrici, donne gagliarde, qualche uomo ma non molti. Questi sono quelli che ci credono. Lavorano in centro, hanno B&B, ristoranti o attività di varia natura. Dal lunedì al giovedì si preparano e venerdì sabato e domenica fanno soldi.
Poi ci sono, purtroppo, i poco informati, gli oppositori politici del momento, quelli che si fissano sulla “pagliuzza e non guardano la trave”, perdonate l’abuso della citazione. Quelli che risiedono a Milano o Londra e sputano veleno su Facebook. Spesso li indico come “grezzi e invidiosi”. Questo è il gruppo che soffre economicamente e che non sa come cambiare traiettoria. Anche la mia amica purtroppo. Dovrebbero imparare a pensare non in modo egoistico ma “civile” .
Sia chiaro, di cose da fare e da mettere a posto ce ne sono molte. Se incontrassi chi per primo ha permesso la raccolta del vetro o del cartone in centro alle 14:00 gli darei uno scappellotto meritatissimo. Vorrei vedere sempre mamme col carrozzino e sentire il rumore del soldi che
entrano nelle casse dei viterbesi. Ci servono parcheggi, bagni pubblici e punti di street food oltre che luoghi dove lasciare la valigia o dove avere informazioni turistiche. Ci serve molto ma rispetto a 30 anni fa è una città diversa che prova a diventare turistica. Sapevate che ci sono 7 gallerie artistiche? Sapevate del primo museo degli anni 80?
Ho sentito il post-video di Paolo Bianchini. Sento i lamenti degli imprenditori e imprenditrici del centro. Avverto la frustrazione di chi dice “in Toscana……”. Basta basta. Fatela finita e venite a spendere in centro. Oppure, come dice Paolo Bianchini, state zitti che è meglio e nell’interesse di tutti. Chiudo con un amorevole invito per chi non è di Viterbo e continua a criticare… dovete proprio restare qui visto
che state male?


















