
Sono ormai passati oltre venti anni dalla dismissione dell’amianto dagli edifici italiani. Una volta scoperta la nocività del materiale, infatti, il Governo promulgo una serie di leggi per eliminare la lavorazione del materiale e per bonificarlo dagli edifici in cui fosse stato usato per la coibentazione. Eppure a distanza di tutti questi anni, l’amianto non è ancora sparito dagli edifici pubblici italiani. Lo dimostra uno studio iniziato nel giugno 2012 e conclusosi nei primi mesi del 2015 condotto dal Dimelia, il dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambiente, effettuato con la consulenza tecnica della Contrap, dell’Inail, del centro di riferimento regionale amianto e dell’Ausl di Viterbo.
La ricerca ha interessato 3762 edifici scolastici in tutto il Lazio e i dati che ne sono emersi sono allarmanti: nella sola provincia di Viterbo ben 17 scuole hanno la presenza, accertata o presunta, di amianto nelle loro strutture. C’è inoltre da sottolineare che di tutte le scuole prese in esame, non tutte hanno risposto al questionario sottoposto. Solo 1451 istituti hanno risposto all’indagine, circa il 40% del totale, ma anche in questo caso la presenza di amianto è stata rilevata nel 15% di loro.
Per il 4% delle scuole con presenza di amianto, inoltre, i tecnici non hanno dovuto neanche effettuare un sopralluogo di verifica, tanto era accertata la presenza del materiale. In 233 istituti, invece, i dirigenti hanno richiesto le analisi degli specialisti per verificare la presenza di amianto. Alla fine dell’indagine gli esperti hanno tirato le somme dello studio ed esposto i risultati. Gli edifici con la presenza accertata di amianto sono 151 (3 a Frosinone, 18 a Latina, 4 a Rieti, 112 a Roma, 12 a Viterbo), mentre in 16 scuole si parla di presenza presunta (1 a Frosinone, 3 a Latina, 1 a Rieti, 6 a Roma e 5 Viterbo).
Si tratta per lo più di materiali compatti, come cassoni idrici, tubature, lastre di copertura e pavimenti vinilici. La presenza di amianto nelle varie scuole cambia a secondo della struttura, ma lo studio ha anche permesso di individuare situazioni critiche, per le quali è stato richiesto un intervento urgente per la salvaguardia degli studenti e del personale scolastico.
Nella Tuscia l’indagine ha riguardato 315 edifici scolastici (47 istituti comprensivi statali, 37 comunali e 50 paritari), ma a rispondere all’indagine sono stati solamente 194 istituti. In 12 di questi è stata rilevata una presenza certa dell’amianto, mentre in 5 si presume che possa trovarsi del materiale nocivo. Si tratta di una scuola dell’infanzia, cinque primarie, quattro secondarie di primo grado e due di secondo grado.
Nonostante il dato possa sembrare basso (17 edifici su 194), la presenza dell’amianto nelle scuole è comunque qualcosa di cui preoccuparsi. Un problema che dovrebbe essere risolto al più presto, per la sicurezza dei ragazzi che passano dai 3 ai 5 anni nelle strutture e del personale scolastico, che in quegli edifici ci lavora costantemente. Il dato, secondo i ricercatori, sarebbe comunque lo specchio della maggior parte degli edifici pubblici realizzate oltre 20 anni fa, dove la presenza di amianto ancora permane. Per una bonifica totale del materiale occorreranno ancora oltre 50 anni.


















