Cda Talete nel mirino, il Comune di Viterbo fa ricorso al Tar sulle modalità della votazione
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VITERBO - Secondo indiscrezioni percorreranno la stressa strada altri comuni di area centrodestra. Nel mirino le modalità di voto che hanno determinato la conferma del presidente Parlato e l'elezione dei consiglieri nelle figure di Stefania Pierini e Giuseppe Fraticelli. 

VITERBO – Talete, è bufera sul cda eletto in chiusura del 2018. Il Comune di Viterbo, azionista di maggioranza della società chiamata a gestire il servizio idrico sull’Ato1 ha infatti deciso di affidare a un avvocato di fiducia il ricorso al Tar contro l’elezione del nuovo consiglio d’amministrazione.

Secondo indiscrezioni percorreranno la stressa strada altri comuni di area centrodestra. Nel mirino le modalità di voto che hanno determinato la conferma del presidente Parlato e l’elezione dei consiglieri nelle figure di Stefania Pierini e Giuseppe Fraticelli. 

Nel voto del 20 novembre la partita tra centrodestra e centrosinistra si era giocata sul filo di lana: 49,80% contro 50,20%. Giudicata non legittima l’azione del presidente della Provincia Pietro Nocchi che ha votato, mostrando le deleghe, per altri tre comuni. Al momento dell’atto rappresentanti del centrodestra avevano annunciato che non sarebbe finita lì.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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