Editoriali
A Expo 2015 ci sarà tutto il mondo e questo significa "vetrina" internazionale per i prodotti. Ma la costruzione di uno spazio grande come la città di Viterbo significa lavoro, subito. Ma come fare per portarlo a casa?
di Roberto Pomi

Se le cose non cambiano passerà diverso tempo prima di vedere un Pizzarotti qualsiasi guidare un comune della Tuscia. Intanto se la ridono Pd e Fratelli d'Italia.

Tutti si chiedevano come sarebbe andata la "pesata" interna al Partito Democratico. I voti per le europee ci danno la radiografia dell'ultimo braccio di ferro tra correnti. Avrà ripercussioni anche sull'amministrazione del capoluogo?
di Roberto Pomi

Per evitare disastri simili, che, tra l’altro, mettono in difficoltà gli operatori (e a ricaduta anche i tecnici del settore) bisognerebbe dare certezze, essere credibili e dire dove si vuole andare.

In città sono stati arrestati più di trenta spacciatori. Un bel numero che dice molte cose. Innanzitutto dice che a Viterbo di roba ne gira. Ma chi sono i consumatori? La Fune lancia una provocazione al consiglio comunale e provinciale, per dare la certezza e il bel segnale ai cittadini che almeno questi spazi sono liberi dalla droga.
di Roberto Pomi

Siamo giunti proprio agli sgoccioli: è ora che l'amministrazione tiri fuori quelle progettualità che saranno poi sviluppate nei prossimi quattro anni, che come dimostra questo appena passato, voleranno via molto velocemente.

Il minuto di silenzio, in ricordo dei due giovani morti lo scorso fine settimana, non accordato ci è sembrato qualcosa di assurdo. Alla fine la politica è anche sfera del simbolico e amministrare significa anche dare segnali.
di Roberto Pomi

Il comune di Viterbo, l'amministrazione e gli uffici prima sveltiranno le procedure, prima si creeranno opportunità di sviluppo (vere e non solo a parole) per l'intera città.

C'è una crisi da fare paura, avere un lavoro è come stare in America e c'è chi può permettersi di fare il cialtrone. Il nostro è un invito a perdere la pazienza, a considerare lavoratori come quelli di questa storia alla stregua di "nemici pubblici".
di Roberto Pomi

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