Castel Cellesi e Vetriolo nel circuito turistico grazie ai murales di Paolo Carriere
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BAGNOREGIO - Le frazioni di Bagnoregio entrano così nella galassia dello sviluppo turistico. Con questi dipinti giganti sui muri dei piccoli paesi si punta a invogliare i turisti che arrivano per Civita a immergersi nel territorio e vivere tutto quello che ha da raccontare.

BAGNOREGIO – A Castel Cellesi e Vetriolo i murales di Paolo Carriere che raccontano gli anni Ottanta. Un viaggio nel tempo, con i mitici personaggi dei cartoon più belli di sempre. Basta alzare lo sguardo per incrociare quello di Pollon, beniamina dell’Olimpo; scendere in una via e trovare un Mazinga gigante o svoltare in un vicolo per imbattersi in Arsenio Lupin. Si tratta di una parte del più complesso progetto del Festival Retrottanta, di Carlo Cozzi e Mirco Delle Cese, in collaborazione con il Comune di Bagnoregio.

Le frazioni di Bagnoregio entrano così nella galassia dello sviluppo turistico. Con questi dipinti giganti sui muri dei piccoli paesi si punta a invogliare i turisti che arrivano per Civita a immergersi nel territorio e vivere tutto quello che ha da raccontare.

La prima parte del progetto conta sei fantastiche creazioni, dedicate ai miti dell’animazione giapponese degli anni Ottanta. Tre a Castel Cellesi e tre a Vetriolo. Ma è solo l’inizio. Anche il centro storico di Bagnoregio avrà presto un suo borgo dipinto. Il progetto è già pronto e non resta che entrare nella fase operativa. Un percorso che punta ad accompagnare il turista dal ponte di Civita al cuore del paese, per poi proseguire il percorso proprio a Castel Cellesi e Vetriolo. E sulle frazioni l’amministrazione comunale ha già sbloccato altri progetti che puntano a portare i turisti anche in questi posti dai paesaggi straordinari e capaci di raccontare l’anima più autentica della provincia italiana.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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