Cassia Viterbo-Roma, cittadini furiosi per l'indecente condizione
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E' bastato un articolo sulla condizione della Cassia tra Viterbo e Roma per scatenare il pandemonio. Sui social la notizia ha girato ed è stata condivisa in maniera impressionante e scatenato centinaia di commenti. Il problema insomma è carne viva.

E’ bastato scrivere un articolo sulla situazione della Cassia tra Viterbo e Roma per scatenare il pandemonio. Ogni giorno migliaia di viterbesi, del capoluogo e della provincia, si recano nella capitale e ogni volta, è il caso di dirlo, lo fanno a proprio rischio e pericolo.

Specie se si attraversa la Cassia di notte o con cattive condizioni meteo, o peggio ancora nebbia, si rischia di brutto. Quasi completamente assente la segnaletica orizzontale, che è invece particolarmente preziosa se si guida in notturna; mancano un po’ ovunque i catarifrangenti e ci sono più buche su quell’asfalto che stelle nel cielo.

Appena l’articolo, con cui viene messa in evidenza la situazione, ha iniziato a girare si sono scatenati i commenti sui social. A centinaia. C’è chi ha riproposto la questione con nuovi post e insomma si è aperto un dibattitto che per anni è rimasto cloroformizzato nella rassegnazione.

In parecchi non hanno potuto fare a meno di constatare che l’unico tratto sistemato è quello dove sono posizionati gli autovelox a Campagnano. Lì c’è tutto: segnaletica orizzontale e strada bella liscia. Tra i numeri interventi anche commenti di consiglieri comunali, che hanno speso parole sulla vergognosa condizione in cui è tenuta la Cassia. Poi c’è stato chi ha espresso un posizione radicale: “Dovrebbero chiuderla, per tutelare la pubblica sicurezza”. Forse, basterebbe sistemarla.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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