Cassia Sud, accesso a Viterbo chiuso fino a lunedì 23 dicembre
Laura Allegrini
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VITERBO - Questo il nuovo termine comunicato con la nuova ordinanza (n. 766 del 19/12/2019). Confermati sia i provvedimenti riguardanti l'interruzione della circolazione veicolare, sia i percorsi alternativi possibili.

VITERBO – Cassia sud, strada chiusa fino al 23 dicembre. Questa è la data prevista di fine lavori. Lo comunica l’assessore ai Lavori Pubblici e alla Viabilità Laura Allegrini.

Questo il nuovo termine comunicato con la nuova ordinanza (n. 766 del 19/12/2019). Confermati sia i provvedimenti riguardanti l’interruzione della circolazione veicolare, sia i percorsi alternativi possibili.

La strada Cassia sud continuerà a essere interrotta tra l’intersezione con via Buon Pastore e l’intersezione con strada Ponte Sodo. Sarà consentito il traffico ai soli residenti, agli intestatari dei passi carrabili presenti su tale strada. Traffico consentito anche per le operazioni di carico e scarico merci per i titolari di esercizi commerciali presenti, ad eccezione dell’area di cantiere ubicata al km 80,300 di strada Cassia sud.

Tali provvedimenti sono segnalati mediante segnaletica anche di tipo mobile collocata prima e a ridosso del tratto interessato. Si consiglia, a chi può, di utilizzare una via alternativa di ingresso o uscita dalla
città, come ad esempio la superstrada, onde evitare il prevedibile cumulo di traffico nel collegamento Ponte sodo, via Vico Squarano.

Chi viene da Roma e deve raggiungere Viterbo, ad esempio, può percorrere la superstrada. Percorso alternativo, in
entrata e in uscita, strada Ponte Sodo, arteria che collega la Cassia sud al quartiere Salamaro. Tale percorso è stato già sperimentato in passato dai mezzi Cotral. Gli stessi mezzi di trasporto utilizzano tale percorso in questi giorni di chiusura.

Non è possibile realizzare l’intervento nelle ore notturne. I lavori sono effettuati ad un’altezza di diversi metri, con mezzi pesanti, con invasione di gran parte della sede stradale. La chiusura della strada non può essere evitata.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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