Cassa integrazione alle stelle nella Tuscia. Incubo licenziamento per tanti lavoratori
Uil
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Grido dall'allarme dall Uil. Il segretario provinciale Giancarlo Turchetti accende i riflettori su una situazione preoccupante che sta assumendo la dimensione di un incubo nel Viterbese.

”Cassa integrazione alle stelle in provincia di Viterbo. La Tuscia è tra le province italiane che tra maggio e giugno di quest’anno hanno registrato l’incremento più forte nel numero delle ore di cassa integrazione, passando da 176.165 ore di due mesi fa alle 531.711 ore del mese scorso con un aumento in termini percentuali del 201,8%”, a dichiararlo è il segretariogenerale della Uil Viterbo, Giancarlo Turchetti, sulla base del 6° Rapporto 2014 dell’Unione Italiana del Lavoro.

”Rispetto al mese di giugno 2013 – prosegue Turchetti – l’aumento è stato invece del 71,4%. Da 310.197 ore a 531.711, con una cassa integrazione straordinaria passata, sempre nel periodo preso in considerazione, da 34.160 ore a 186.351 ore con un incremento del 445,5%”.

”Una situazione – sottolinea il segretario – che rischia di diventare l’anticamera del licenziamento in una provincia come la nostra che più di tutte ha subito le conseguenze della crisi economica e che si colloca tra i territori italiani con la più alta sofferenza occupazionale.

E se ciò non bastasse – spiega Turchetti – il mancato finanziamento da parte del Governo degli strumenti in deroga sta diventando ormai insostenibile per decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici che aspettano da troppo tempo, in alcuni casi da oltre sei mesi, di percepire la cassa integrazione in deroga o l’indennità di mobilità. Un atteggiamento grave che scarica sulle spalle di chi lavora tutto il peso della crisi, come se le sue conseguenze non abbiano colpito abbastanza migliaia di famiglie di lavoratori. Un atteggiamento contro il quale oggi, assieme a CGIL e CISL, stiamo manifestando a Piazza Montecitorio a Roma, davanti al Parlamento”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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