Caso Valentano, De Rossi (Capodimonte): "Inaccettabile, auspico una comune azione di opposizione nelle giuste sedi"
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CAPODIMONTE - "Non è accettabile - continua De Rossi - essere trattati in questa maniera da un governo che agisce senza alcun dialogo con i rappresentanti dei territori che, in questi mesi, hanno combattuto in prima persona e con tutte le loro forze la subdola battaglia dell’epidemia in atto".

CAPODIMONTE – “Apprendo con grande disappunto che nella nottata tra martedì e mercoledì 40 migranti sono stati trasferiti nella struttura dell’ex convento dei frati minori situata nel territorio di Valentano per trascorrervi la quarantena da Covid-19, cosi come il sindaco Bigiotti aveva preannunciato denunciandone tutte le incongruenze e illogicità al prefetto di Viterbo”. Così il sindaco di Capodimonte Antonio De Rossi.

“Non è accettabile – continua De Rossi – essere trattati in questa maniera da un governo che agisce senza alcun dialogo con i rappresentanti dei territori che, in questi mesi, hanno combattuto in prima persona e con tutte le loro forze la subdola battaglia dell’epidemia in atto.

Tutta la mia solidarietà e di tutti i capodimontani al sindaco Bigiotti e tutta la comunità di Valentano che si ritrova a subire una situazione molto pericolosa e con la seria possibilità che la stessa sfugga a ogni controllo, vista l’assoluta inadeguatezza e inagibilità dei locali individuati nonché gli insufficienti controlli a disposizione, andando a interessare anche le altre aree circostanti nella consapevolezza che i mesi che ci aspettano saranno fondamentali per la salvaguardia della incolumità sanitaria dei nostri territori e una situazione di questo genere potrebbe vanificare tutti gli sforzi finora compiuti.

Affermo con forza tutta la mia contrarietà a questa imposizione fuori da ogni logica e auspico una comune azione di opposizione nelle opportune sedi attraverso i nostri attenti rappresentanti politici territoriali”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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