Caso Sgarbi, le opposizione ne chiedono "la testa" e la sindaca Frontini risponde: "Mi allineo alle decisioni che farà il governo"
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Chiaramente la politica deve fare i conti con quello che sta accadendo e nella seduta di consiglio comunale di ieri le opposizioni sono andate a "battere là dove il dente duole". 

VITERBO – A Palazzo dei Priori è lapalissiana l’esistenza di un “caso Sgarbi”. L’assessore alla Bellezza è al centro di un’inchiesta giudiziaria per furto e auto-riciclaggio di opere d’arte. Una vicenda su sui è chiamata a fare luce, come giusto che sia, la magistratura. Chiaramente la politica deve fare i conti con quello che sta accadendo e nella seduta di consiglio comunale di ieri le opposizioni sono andate a “battere là dove il dente duole”. 

Il sindaco di Viterbo, da parte sua, non si è nascosta dietro un dito. Chiaramente quanto sta accadendo genera imbarazzi vari ma la posizione espressa da Chiara Frontini è semplice e suona, in parafrasi, così: “Sgarbi non è soltanto assessore a Viterbo ma prima ancora sottosegretario alla Cultura del governo Meloni. Se la vicenda viene affrontata a più alti livelli tenendo le cose come sono e lasciando lavorare la magistratura non intendo fare diversamente a Viterbo. Se il governo prenderà provvedimenti in merito andrò ad allinearmi di conseguenza e se non dovesse farlo aspettiamo”. 

Tra gli oppositori alla maggioranza Luisa Ciambella è stata l’unica a prendere di petto la questione sul piano dell’immagine per il Comune di Viterbo. Laura Allegrini (FdI) e Lina Delle Monache (Pd) hanno toccato la palla su un altro lato, quello dell’assenza dell’assessore in giunta e in consiglio. Altro tema sicuramente caldo a cui però il sindaco Frontini ha replicato che vanno considerati i risultati portati dagli assessori e su questo arriverà il momento di una valutazione generale, non solo su Sgarbi quindi. 

Effettivamente pensare che una personalità come Sgarbi possa brillare per presenze in consiglio e in giunta è piuttosto limitante. La valutazione su personaggi del genere va fatta dal punto di vista di “cosa ha portato” a Viterbo. Valutazioni che richiedono altri parametri di giudizio. La domanda a cui dare risposta è: cosa sta facendo Sgarbi per il capoluogo della Tuscia? E’ molto? E’ sufficiente? E’ poco? 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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