
VITERBO – Caso Palamara, spunta il nome del procuratore Paolo Auriemma per il quale si prevedono sanzioni disciplinari.
A riportare la notizia è il sito online dell’Espresso.
Secondo le accuse del procuratore generale Giovanni Salvi “Paolo Auriemma al fine di assicurarsi l’elezione al consiglio di presidenza della giustizia amministrativa otteneva da Palamara di interloquire e di esprimere il proprio assenso o dissenso sulle pratiche del Csm in grado di avere ripercussioni sulla sua campagna elettorale”.
Tra i messaggi citati da Salvi ci sarebbe anche quello del primo luglio 2018 con il quale “Auriemma segnalava a Palamara che suo cugino Gerardo Sabeone venisse proposto all’unanimità presidente di sezione della corte di cassazione (nomina poi avvenuta) onde evitargli altre figuracce con i suoi familiari”.
La procura generale della cassazione avrebbe esaminato migliaia di pagine di chat e intercettazioni, contestando a 27 toghe comportamenti non in linea con l’onorabilità della magistratura. E tra queste non ci sono solo i magistrati che hanno partecipato alla cena all’Hotel Champagne per parlare di nomine che il Csm era prossimo a fare nelle principali procure del paese, ma anche tanti magistrati che grazie a Palamara, avrebbero cercato di fare carriera e farla fare ai loro amici e in alcuni casi anche ai parenti.


















