
VITERBO – La politica è merda e sangue e a Palazzo dei Priori stanno sfogliando proprio una di queste pagine belle colorite.
Quello che l’attuale maggioranza ha tra le mani è un vero e proprio “caso Nunzi”. L’assessore è transitata dalla Lega a Fratelli d’Italia, ma fino a qui si potrebbe chiudere la vicenda alla Bogart: “è la politica, bellezza”. La situazione è un tantino più complicata.
Quella dell’assessore infatti, più che una conversione legittima, viene letta dagli uomini del Carroccio come un arroccamento di comodo dopo “una slealtà portata avanti alle spalle e dentro la Lega stessa”.
La ragione per cui il senatore Umberto Fusco avrebbe chiesto “la testa” della Nunzi al sindaco Giovanni Arena sarebbe infatti tutta in un viaggio romano della stessa (accompagnata in verità da Antonio Scardozzi e da Ludovica Salcini) presso il vertice regionale del partito. Qui i tre avrebbero “sparlato” o “straparlato” della situazione viterbese.
Sicuramente un’ingenuità politica, di cui subito il coordinatore regionale Zicchieri ha avvisato lo stesso senatore della Repubblica. Da lì dentro la Lega stessa sarebbe iniziata la resa dei conti verso la Nunzi. Da qui la convinzione leghista di non poter sopportare non tanto il fatto di avere un assessore in meno ma che quell’assessore sia una figura che ha assunto comportamenti ritenuti scorretti verso il ramo viterbese del partito e il suo fondatore Fusco.
Tanto che lo stesso Fusco avrebbe comunicato al sindaco che in caso di non revoca delle deleghe alla Nunzi lui sarebbe pronto a fare cadere l’amministrazione. La situazione è particolarmente arroventata e questa volta c’è davvero il rischio che nella scelta tra la credibilità sua e del partito e il rimanere in maggioranza il senatore possa scegliere per la prima opzione. Anche perché in qualche modo il primo elemento della scelta gli appartiene pienamente e il secondo è in società.


















