Caso Nunzi, Lega al bivio: o la caduta dell'assessore (con rischio di fare venire giù il Comune) o la perdita di credibilità del senatore Fusco
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VITERBO – La politica è merda e sangue e a Palazzo dei Priori stanno sfogliando proprio una di queste pagine belle colorite.

Quello che l’attuale maggioranza ha tra le mani è un vero e proprio “caso Nunzi”. L’assessore è transitata dalla Lega a Fratelli d’Italia, ma fino a qui si potrebbe chiudere la vicenda alla Bogart: “è la politica, bellezza”. La situazione è un tantino più complicata. 

Quella dell’assessore infatti, più che una conversione legittima, viene letta dagli uomini del Carroccio come un arroccamento di comodo dopo “una slealtà portata avanti alle spalle e dentro la Lega stessa”. 

La ragione per cui il senatore Umberto Fusco avrebbe chiesto “la testa” della Nunzi al sindaco Giovanni Arena sarebbe infatti tutta in un viaggio romano della stessa (accompagnata in verità da Antonio Scardozzi e da Ludovica Salcini) presso il vertice regionale del partito. Qui i tre avrebbero “sparlato” o “straparlato” della situazione viterbese. 

Sicuramente un’ingenuità politica, di cui subito il coordinatore regionale Zicchieri ha avvisato lo stesso senatore della Repubblica. Da lì dentro la Lega stessa sarebbe iniziata la resa dei conti verso la Nunzi. Da qui la convinzione leghista di non poter sopportare non tanto il fatto di avere un assessore in meno ma che quell’assessore sia una figura che ha assunto comportamenti ritenuti scorretti verso il ramo viterbese del partito e il suo fondatore Fusco.

Tanto che lo stesso Fusco avrebbe comunicato al sindaco che in caso di non revoca delle deleghe alla Nunzi lui sarebbe pronto a fare cadere l’amministrazione. La situazione è particolarmente arroventata e questa volta c’è davvero il rischio che nella scelta tra la credibilità sua e del partito e il rimanere in maggioranza il senatore possa scegliere per la prima opzione. Anche perché in qualche modo il primo elemento della scelta gli appartiene pienamente e il secondo è in società. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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