

VITERBO – Sono passati dodici giorni da quando i pm Massimiliano Siddi e Chiara Capezzuto hanno chiuso le indagini sulla vicenda Bruzziches presentando al gip Rita Cialoni la richiesta di giudizio immediato per la sindaca Chiara Frontini e il marito Fabio Cavini per il reato di minaccia a corpo politico. In questo caso il corpo politico sarebbe il consigliere denunciante Marco Bruzziches.
Tutti si attendevano un pronunciamento rapido del giudice per le indagini preliminari che però tarda ad arrivare. Da prassi il gip dovrebbe pronunciarsi entro cinque giorni ma può prendersi ulteriore tempo. Nessuno, ovviamente, conosce nulla sulle indagini condotte. L’unica cosa certa, perché divulgata a mezzo stampa dallo stesso Bruzziches, è che esisterebbe una “prova regina” data dalla registrazione (sembrerebbe durare tre ore) di una cena tenuta a casa Bruzziches dove Cavini avrebbe pronunciato, sempre stando a quanto dichiarato da Bruzziches alla stampa, parole indicibili di minaccia con il silenzio complice, sempre stando a quanto sostiene il consigliere, della sindaca.
Sembrerebbe che siano state ascoltate anche altre persone, sempre da quanto emerso attraverso indiscrezioni stampa. Ma niente di più. Altra cosa fatta uscire è che il reato ipotizzato sia passato da “minacce” a “minacce a corpo politico”, fatto che significherebbe una cosa: Cavini avrebbe minacciato per alterare votazioni di consiglio.
L’augurio per tutti è ovviamente che questa situazione venga alla luce nella sua interezza il prima possibile e che i pm abbiano condotto indagini approfondite e a 360 gradi che vadano oltre le registrazioni fornite da Bruzziches. Sarebbe infatti importante capire il contesto in cui matura tutta la vicenda, su cosa accaduto in precedenza abbia portato Bruzziches all’apportunità di registrare la cena. Perché la sensazione è che la vicenda possa essere ben compresa solo allargando e contestualizzando la cena stessa della registrazione.
Sullo sfondo la vicenda dei presunti affitti non pagati, così sembrerebbe, per decenni da negozianti che occupano spazi di proprietà di Palazzo dei Priori. Una roba molto seria, da corte dei conti per cui, riscontrata la verità del fatto, potrebbero essere chiamati a pagare i precedenti amministratori della città e forse anche gli attuali comunque in carica da circa due anni.
Altro dato di fatto di pubblico dominio è che Bruzziches era consigliere al Patrimonio, un’anomalia che non ci risulta nelle precedenti amministrazioni dove è sempre esistito soltanto un assessore al patrimonio. Probabilmente le indagini dei pm saranno andati a ricostruire anche le ragioni di questo incarico, l’operato di Bruzziches e quanto da lui scoperto nel corso dell’esercizio della sua attività. L’ipotesi, a carte scoperte, è che possa avere scoperto cose importanti all’origine delle minacce subite ma non conoscendo le carte del processo siamo alla pura speculazione fantasiosa.
Altro dato evidente a tutti è la forte politicizzazione dell’accaduto, resa evidente dalle numerose uscite stampa del consigliere una volta uscito dalla maggioranza (21 dicembre 2023) e annunciato di avere presentato una denuncia in Procura per minacce. Lo stesso Bruzziches nei suoi numerosi interventi stampa ha diffuso contenuti delle registrazioni e stimolato i consiglieri di maggioranza a prendere una posizione. Una vicenda quindi molto più complessa delle semplici presunte minacce su cui tutti si augurano di potere conoscere i dettagli, per una valutazione più oggettiva dei fatti. Intanto non resta che attendere la decisione del gip che potrebbe essere di due tipi: accettare la richiesta dei pm e dare il via al giudizio immediato o ritenere le indagini parziali e chiedere un approfondimento delle stesse rinviando tutto ai pubblici ministeri.

















