Case Famiglia, Gianni Giannoccaro: "Da un anno viviamo in sofferenza"
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Contributo Asl per favorire la permanenza dei membri, portatori di handicap grave, all'interno dei propri nuclei familiari, il responsabile per le Case Famiglia Gianni Giannoccaro denuncia una situazione di grande difficoltà.

Contributo Asl per favorire la permanenza dei membri, portatori di handicap grave, all’interno dei propri nuclei familiari, il responsabile per le Case Famiglia Gianni Giannoccaro denuncia una situazione di grande difficoltà.

“Esprimo forte rammarico – così Giannoccaro – per la situazione che si è venuta a creare, da più di un anno a questa parte, a seguito della sospensione del contributo che la ASL erogava ai componenti per favorire la permanenza dei membri, portatori di handicap grave, all’interno dei propri nuclei familiari.

La Legge regionale n. 11/2016 ha istituito un fondo per il sostegno al reddito dei soggetti coinvolti. Oggi a più di un anno dalla pubblicazione della legge, ancora non si è riusciti a dare sostanza al disposto della legge di cui sopra. La causa è da attribuire all’iter necessario per pervenire alla determinazione della Direzione Regionale, che ha richiesto circa un anno, e all’iter necessario per giungere a una determinazione dell’Assessorato ai servizi Sociali del Comune di Viterbo.

Quest’ultima fase risulta essere ancora in via di definizione per cui a tutt’oggi, a un anno e mezzo dalla legge, gli aderenti ancora attendono, con speranza, che vengano assolti gli adempimenti necessari per procedere a onorare l’impegno preso da parte delle istituzioni nei confronti di chi si è visto stravolgere, dalle stesse, i propri ritmi di vita con esiti talvolta drammatici.

Ci auguriamo che il Comune di Viterbo voglia, celermente, procedere a esperire la parte di propria competenza e voglia fare questo “regalo di Natale” a quanti di noi hanno passato un anno di sofferenza”.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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