Case Ater di viale Bruno Buozzi, qui abitano "i figli di nessuno". Il piazzale disastrato e pericoloso per l'incolumità di residenti e passanti
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Quartiere Pilasto, case Ater di viale Bruno Buozzi. Qui abitano "i figli di nessuno". Tra le palazzine, tutti alloggi popolari, si apre un piazzale pieno di buche e molto sconnesso. Addirittura ci sono canaline di scolo dell'acqua piovana con le griglie divelte. 

Quartiere Pilastro, case Ater di viale Bruno Buozzi. Qui abitano “i figli di nessuno”. Tra le palazzine, tutti alloggi popolari, si apre un piazzale pieno di buche e molto sconnesso. Addirittura ci sono canaline di scolo dell’acqua piovana con le griglie divelte. 

I residenti sono anni che scrivono all’Ater per chiedere interventi sulla situazione, rappresentando in maniera evidente un fattore di rischio e pericolo per l’incolumità di chi si trova a passare da quelle parti. Hanno scritto nel 2015, senza avere risposta. Sono tornati a farlo nell’aprile di quest’anno. Pare che l’Ater non abbia i soldi per intervenire. 

La questione è davvero problematica e diventa complicato pensare che sia possibile continuare a fare finta di niente. Qualcuno potrebbe davvero farsi male, senza contare i danni ai mezzi che si trovano a transitare nel luogo. Sulla questione ha acceso i riflettori Ruspantino, che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook anche un video. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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