
VITERBO – A San Faustino sta per aprire le porte un progetto civico che va sotto al nome di ‘Casa Viterbo’. In queste ore nelle redazioni dei giornali cittadini è arrivata una prima nota stampa per dare la notizia dell’apertura: domenica 9 novembre alle ore 17.
Lo spazio ha sede su via Signorelli al civico 12, praticamente con affaccio su piazza San Faustino. Nella nota viene definita ‘Casa Viterbo’ come “la casa dei viterbesi”. Ma cosa sarà nella realtà? Ancora la nota va a rispondere: “Un punto di incontro pensato come luogo a disposizione della comunità per ospitare eventi culturali, laboratori, ma anche un posto nel cuore della città per incontrarsi, discutere, elaborare progetti.
La sede accoglierà un’articolata programmazione di attività rivolte a cittadini di varie età e interessi che sarà resa nota a breve. Declinare lo spirito civico nelle tante dimensioni vicine alla vita quotidiana, alle aspirazioni e ai bisogni dei viterbesi è la grande scommessa di questo luogo. Un luogo che abbiamo voluto, non a caso, individuare nel cuore di San Faustino: è ora che i cittadini si riprendano il quartiere, vivendolo e frequentandolo con attività culturali, di intrattenimento e occasioni di crescita personale e collettiva”.
Al comunicato stampa è allegata una grafica coerente con quella della comunicazione della sindaca Chiara Frontini e del suo patto civico. E infatti ‘Casa Viterbo’ nasce in seno a quel mondo, quello dei civici che dall’estate 2022 governano la città di Viterbo. Il progetto è ambizioso e potrebbe essere sintetizzato così, o almeno lo interpretiamo in questo modo: dare vita a un luogo concreto dove fare vivere il civismo, la partecipazione, l’incontro. Una sfida in più per un frontinismo che probabilmente vuole crescere e allargare e trovare altre figure e altra forze all’interno del tessuto sociale viterbese.
Siamo andati a dare un occhio a questo luogo nelle scorse ore e ci siamo fatti raccontare qualcosa per capirne il senso e le ragioni. Ci sentiamo di definirlo una scommessa ambiziosa. Lo spazio è ancora un cantiere ma già il recupero di un luogo in un quartiere complesso del centro storico ci sembra un buon segnale. Una cosa è certa: più il civismo riuscirà a mettere a sistema la cultura e “scoprire” e aprire a nuove figure e più avrà modo di radicarsi. Un’operazione che oggi i partiti politici sembrano non riuscire più a coordinare e impiantare. Ecco perché i partiti somigliano sempre più, non solo a Viterbo, a riunioni di famiglia e a reunion di vecchi amici che si danno il cambio nei posti che riescono a “occupare” con le elezioni di turno.


















