Casa di riposo San Raffaele Covid free. Profili: "Un solo contagiato uscito dalla casa di riposo ne ha infettati altri dieci, abbiamo rischiato la zona rossa"
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Gli Stati Generali La Fune
BAGNOREGIO - La casa di riposo San Raffaele Arcangelo libera dal Covid-19. In queste ore la decretata chiusura, da parte della Asl di Viterbo, del riconoscimento di “Focolaio Epidemiologico Sars-Covid2.

BAGNOREGIO – La casa di riposo San Raffaele Arcangelo libera dal Covid-19. In queste ore la decretata chiusura, da parte della Asl di Viterbo, del riconoscimento di “Focolaio Epidemiologico Sars-Covid2.

“Abbiamo vissuto un mese difficile, con giorni caratterizzati da grande paura e dal timore che Bagnoregio potesse diventare zona rossa. Siamo riusciti, grazie a un tracciamento veloce, a limitare il contagio e a stroncare la diffusione del virus. Per dare un indice della sua pericolosità ci basta dire che un caso uscito positivo dal San Raffaele aveva, in pochissimo tempo, già contagiato dieci contatti stretti. In questa esperienza abbiamo imparato e fatto tesoro dell’importanza della velocità per contrastare il dilagare del virus e ci siamo strutturati per essere davvero veloci”. Così il sindaco di Bagnoregio Luca Profili.

“Abbiamo fronteggiato al meglio una situazione difficile – continua il primo cittadino -. Il mio più vivo ringraziamento va al personale sanitario della Asl di Viterbo, per la grande professionalità dimostrata. Il mio grazie va al direttore generale Daniela Donetti, a Giuseppe Cimarello, a Giovanni Chiatti, a Silvia Aquilani, a Giulio Starnini, ad Angelo Carai, a Luca Poleggi, a Giuseppe Gervasi, ad Alessandro Menghini, alla dottoressa Cristina Natalizi e al responsabile della nostra Casa della Salute Ivano Mattozzi.

Un grande grazie alle operatrici del San Raffaele. Grazie al presidente Stefano Bizzarri e ai volontari della nostra Croce Rossa che sono stati straordinari, permettendo agli ospiti della casa di riposo di rimanere in contatto con i propri famigliari attraverso tablet e smartphone”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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