Casa di riposo degli orrori a Latera, il sindaco prende le distanze: "Valutiamo se costituirci parte civile contro gli autori di questi atti osceni"
Di Biagi Latera
aiac_banner_02
LATERA - "Mai e poi mai ho pensato che la tranquillità di un paese potesse essere sconvolta in maniera così prepotente da lasciarci impietriti e inorriditi".

LATERA – “Il Comune sta valutando insieme ad un proprio legale se costituirsi parte civile contro chi ha compiuto questi atti osceni. Tengo inoltre a sottolineare che nessun cittadino di Latera è coinvolto nei fatti e che per ogni azione si attenderà la conclusione delle indagini in corso”. Queste le parole del sindaco di Latera Francesco Di Biagi.

Il paese della Tuscia è stato protagonista negli ultimi giorni anche della cronaca nazionale a causa dell’inchiesta che ha portato alla scoperta di una vera e propria casa di riposo degli orrori nel territorio di Latera. Da aprile le telecamere dei carabinieri hanno raccolto immagini e prove, poi sono scattati gli arresti.

“Ho aspettato invano che potesse essere solo un brutto sogno, ma devo fare i conti con la triste realtà – continua Di Biagi – . Mai e poi mai ho pensato che la tranquillità di un paese potesse essere sconvolta in maniera così prepotente da lasciarci impietriti e inorriditi. Penso e ripenso ai sacrifici per rendere tutto ciò che ci circonda migliore e poi devi fare i conti con la realtà quella più brutale. A nome mio e di tutto la comunità vogliamo porgere tutta la solidarietà e fratellanza alle persone che sono state trattate in maniera disumana dai responsabili e fargli sapere che il nostro paese è fatto di solidarietà, amicizia, rispetto, aiuto reciproco, amore, lo stesso che avrebbero dovuto riceve loro. 

Il Comune e i suoi abitanti, da tempo hanno avviato un progetto di riqualificazione del borgo, al fine di rivitalizzarlo, migliorare la qualità di vita della comunità e attivare un volano turistico positivo a dimostrazione che anche un un piccolo borgo è possibile vivere”.

lafune_800 x 120
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
TdP_Inalazioni
Onda
Fune 300x300
aiac_banner_01
domenicale post
Foto Fisioterapy Center
POST FB 01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
Masicar300x300-optimize
lafune_300 x 600
monastero interno