Carte d'identità, il Comune di Viterbo azzera i tempi di attesa in 24 ore
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VITERBO - Gli uffici sono stati allineati su standard di rapidità rispetto al passato, quando potevano passare anche diversi mesi di attesa per lo stesso tipo di documenti.

VITERBO – In ventiquattro ore i cittadini viterbesi possono avere un appuntamento per le carte d’identità e i certificati anagrafici. Gli uffici sono stati allineati su standard di rapidità rispetto al passato, quando potevano passare anche diversi mesi di attesa per lo stesso tipo di documenti.

Sono stati inoltre introdotti tutta una serie di elementi che rende il confronto del cittadino con gli sportelli più semplice. E’ stata realizzata una sala d’attesa confortevole, introdotto il pagamento con il Pos e sono stati aperti sportelli anche nelle frazioni di Bagnaia e San Martino, chiuse per anni.

Una ristrutturazione curata dall’assessore ai Servizi al Cittadino Katia Scardozzi e dal consigliere delegato all’Innovazione Simone Onofri. 

“Piccole, grandi misure che rispecchiano la cura nell’amministrare la città e l’attenzione verso tutti e ciascuno”, commenta la sindaca Chiara Frontini. 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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