
VITERBO – Un piano per sviluppare, negli anni, una politica per i bambini della città. Il capoluogo della Tuscia non ha mai preso in considerazione seriamente l’importanza di pianificare e concretizzare azioni volte a rendere meglio vivibile il tessuto urbani ai più piccoli.
Non c’è la minima traccia di attenzione. Lo dicono chiaramente i marciapiedi dove passare con i passeggini è, in molti casi, praticamente impossibile. Poi c’è tutto il tema dei parchi e giardini pubblici dove in autunno dovrebbero arrivare giochi nuovi ma bisognerebbe ambire ad andare un tantino oltre.
L’urbanistica della città andrebbe riscritta immaginando più verde, più luoghi d’incontro e scambio, qualche ciclabile. Negli anni invece un progressivo buio. Paradossalmente c’erano più attenzioni negli anni Ottanta. Basta chiudere gli occhi e immaginare a come era Pratogiardino: i cigni e le voliere con i pavoni. Tutto scomparso, non c’è più nemmeno un cigno nel laghetto del principale parco cittadino. Mancano i bagni pubblici e quindi anche i baby pit stop per i più piccoli e gli arredi urbani, ovunque, mancano di colore e creatività.
Rivolgiamo un invito al sindaco Arena a prendere in considerazione l’ideazione di un piano per rendere Viterbo più a misura di bambino, per immaginare di introdurre questa sensibilità nella progettazione di un nuovo volto per la città. Non farlo significherebbe continuare a galleggiare nel nulla, senza pensare al futuro.


















