Caro sindaco Arena, Viterbo merita una politica per i bambini della città
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VITERBO - Non c'è la minima traccia di attenzione. Lo dicono chiaramente i marciapiedi dove passare con i passeggini è, in molti casi, praticamente impossibile. Poi c'è tutto il tema dei parchi e giardini pubblici dove in autunno dovrebbero arrivare giochi nuovi ma bisognerebbe ambire ad andare un tantino oltre. 

VITERBO – Un piano per sviluppare, negli anni, una politica per i bambini della città. Il capoluogo della Tuscia non ha mai preso in considerazione seriamente l’importanza di pianificare e concretizzare azioni volte a rendere meglio vivibile il tessuto urbani ai più piccoli.

Non c’è la minima traccia di attenzione. Lo dicono chiaramente i marciapiedi dove passare con i passeggini è, in molti casi, praticamente impossibile. Poi c’è tutto il tema dei parchi e giardini pubblici dove in autunno dovrebbero arrivare giochi nuovi ma bisognerebbe ambire ad andare un tantino oltre. 

L’urbanistica della città andrebbe riscritta immaginando più verde, più luoghi d’incontro e scambio, qualche ciclabile. Negli anni invece un progressivo buio. Paradossalmente c’erano più attenzioni negli anni Ottanta. Basta chiudere gli occhi e immaginare a come era Pratogiardino: i cigni e le voliere con i pavoni. Tutto scomparso, non c’è più nemmeno un cigno nel laghetto del principale parco cittadino. Mancano i bagni pubblici e quindi anche i baby pit stop per i più piccoli e gli arredi urbani, ovunque, mancano di colore e creatività.

Rivolgiamo un invito al sindaco Arena a prendere in considerazione l’ideazione di un piano per rendere Viterbo più a misura di bambino, per immaginare di introdurre questa sensibilità nella progettazione di un nuovo volto per la città. Non farlo significherebbe continuare a galleggiare nel nulla, senza pensare al futuro. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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