Caro sindaco Arena, anche La Fune chiede la targa al garibaldino Pietro Rossi in piazza dell'Unità
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VITERBO - Pietro Rossi, unico garibaldino viterbese ufficialmente presente all'impresa dei Mille e ancora dimenticato nella sua città natale. Una storia sbagliata, che fa naturalmente più danno alla città che al povero soldato del generale Garibaldi. 

VITERBO – Pietro Rossi, unico garibaldino viterbese ufficialmente presente all’impresa dei Mille e ancora dimenticato nella sua città natale. Una storia sbagliata, che fa naturalmente più danno alla città che al povero soldato del generale Garibaldi. 

Nel 2014 il consiglio comunale sembrava averla risolta, votando all’unanimità la realizzazione e il posizionamento di una targa in piazza Unità d’Italia. Poi sei anni di indifferente silenzio. Nei giorni scorsi Palazzo dei Priori ha annunciato l’intitolazione di una serie di vie e piazze a personalità viterbesi. Del garibaldino nessuno ha avuto memoria. Ma almeno la targa già decisa sei anni fa potrebbe essere realizzata. 

La Fune lo chiede con convinzione al sindaco Giovanni Arena. La collocazione in piazza Unità d’Italia non è certo un’impresa difficile e la storia di Pietro Rossi è obiettivamente importante e non fissarla nella memoria cittadina lo riteniamo un atto grave. Doveva essere fatto dieci anni fa, appena l’attento lavoro del professore Antonello Ricci, aveva portato a conoscenza pubblica il fatto. Sia fatto almeno ora, anche perché no farlo, di fronte a una nuova e forte onda di richieste (a cui ci associamo come giornale), sembrerebbe quasi irrispettoso. 

Siamo convinti che il primo cittadino vorrà risolvere la questione in tempi rapidi, magari annunciando subito che intende prendersene carico. Anche per evitare che si generi un vero e proprio caso Pietro Rossi. 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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