Carnevale Viterbese: una città che balla e si diverte
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VITERBO – Coriandoli e sorrisi, la musica a fare da leitmotiv e una città che balla. Il Carnevale Viterbese è in cammino, ogni anno cresce e prende forma. Lavoro volontario, tanto, e un’emozione che attraversa le vie del centro storico. Il patron Lucio Matteucci a supervisionare il tutto. Sua fu l’idea, sua è la regia e l’impegno principale. Poi tutto intorno fiorisce, a ogni edizione, un mondo.

Tanti i viterbesi che hanno risposto positivamente e sono scesi nelle vie e nelle piazze con tanto di maschere al seguito. Il carro migliore? Non ce ne importa del politicamente corretto e lo mettiamo là: l’Antico Egitto dell’Istituto Orioli. A Palazzo dei Priori dovrebbero dare un premio a certi carri, può essere un’idea (prima c’era il leone d’oro). Gli studenti hanno fatto davvero un lavoro molto interessante, capace di dare una certa dimensione alla sfilata.

Non male anche l’Olimpo anche se più del carro ha funzionato la mascherata annessa. Abbiamo visto certi bambini vestiti da principi romani veramente fantastici. Chapeau a tutti i dj che hanno retto la festa. Menzione speciale a “puffo-dj” per l’impegno nella selezione musicale. Bel carro anche per ‘La Casa degli Orrori’, con tanto di mascherata da brividi.

Ci hanno portato indietro nel tempo i carri dedicati a Super Mario Bros e a Pacman, miti. La mascherata più d’impatto: Tic-Tac, che si aggiudicano anche “il premio inclusione”. Bravi davvero. Mentre a mettere su strada le maschere più belle ci ha pensato l’Associazione Pilastro. Un piccolo riflesso di Rio.

Grande attenzione anche per la mascherata dei cittadini dello Sri Lanka, con fantastici costumi. Applausi alla Fattoria di Alice e a tutti gli altri. Lo spettacolo più grande però sono state le persone e soprattutto i bambini viterbesi che hanno avuto la possibilità di un bel momento di festa. Grazie Lucio Matteucci & Co.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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