Carnevale Viterbese, un miracolo possibile e che fa vivere il centro
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VITERBO - Quando Lucio Matteucci iniziò a spendersi per riportare alla luce una tradizione andata scomparsa non mancarono gli scettici. Aveva invece visto giusto e colto nel segno: la voglia di fare festa dei cittadini. 

VITERBO – Il Carnevale Viterbese riesce là dove aveva puntato: riempire di vita il centro storico. Un sabato davvero impressionante, quello appena trascorso. Il Comitato Carnevale Viterbese è riuscito a fare un nuovo centro, operazione in cui si ripete ogni anno dal 2018. Quando Lucio Matteucci iniziò a spendersi per riportare alla luce una tradizione andata scomparsa non mancarono gli scettici. Aveva invece visto giusto e colto nel segno: la voglia di fare festa dei cittadini. 

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Una voglia che è esplosa lo scorso sabato pomeriggio, in una sfilata in maschera che ha fatto esplodere l’allegria e la voglia di stare insieme di migliaia di persone. E’ stata la festa dei bambini e dei grandi, con tante persone arrivate dalla provincia. 

In programma anche un altro evento per bambini in piazza del Teatro per il pomeriggio di martedì grasso, 21 febbraio.  Il lavoro del Comitato Carnevale Viterbese merita un encomio. Tanto l’impegno, la dedizione, la voglia e l’investimento di energie e risorse private messi in campo per regalare al capoluogo una festa. Il percorso della sfilata di questo sabato è partito da San Sisto, poi è sceso su via Garibaldi, Piazza Fontana Grande, via Cavour, piazza del Comune, via Ascenzi, Sacrario e infine via Marconi e piazza Verdi.

Cinque i carri in sfilata e 19 le mascherate. Circa 700 le persone coinvolte nella parte attiva, dentro anche le frazioni di Bagnaia e Grotte Santo Stefano. A dare robustezza gli animatori del Carnevale di Nepi e Vitorchiano. Ad allietare la sfilata le Starlight Majorettes, la Banda musicale di Viterbo e la Compagnia della Lavandaie della Tuscia. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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