Carnevale a Viterbo, anche nel 2017 il pacco è vuoto
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Perdere un'occasione come il Carnevale non è certo una bella mossa sulla scacchiera della costruzione di una città turistica. Anche perché, in tempi di chiusura del centro storico appena avviata, poteva risultare utile pensare a qualche iniziativa nella parte monumentale della città per portarci gente.

Carnevale, a Viterbo non si batte chiodo. Da decenni il capoluogo della Tuscia non organizza nulla di significativo e capace di coinvolgere la città e attirare attenzione anche magari solo dalla provincia.

L’amministrazione Michelini, da quattro anni alla guida di Palazzo dei Priori, mantiene alta la tradizione. Nulla nei tre anni passati e anche per il 2017 il pacco è vuoto. Nessuna programmazione, nessun bando per dare gamba allo snobbatissimo associazionismo cittadino. Ridotto quasi a un ectoplasma da una politica culturale che in tanti ambienti cittadini ha fatto talmente tanto storcere il naso che quando gli attuali amministratori leveranno le tende sarà necessaria una rinoplastica con tanto di turbinati a cui mettere mano.

Sono lontani gli anni dei carri, tradizione ancora viva negli anni Ottanta. E particolarmente gloriosa nei decenni precedenti. Tanto che esisteva una vera e propria gara, con tanto di “leone d’oro massiccio” messo in palio.

Perdere un’occasione come il Carnevale non è certo una bella mossa sulla scacchiera della costruzione di una città turistica. Anche perché, in tempi di chiusura del centro storico appena avviata, poteva risultare utile pensare a qualche iniziativa nella parte monumentale della città per portarci gente. Ma “il Comune non è un bancomat”, Antonio Delli Iaconi docet, e quindi tutto resta in mano all’iniziativa privata. Anche se la partita è impossibile.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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