Carlotta Chiaraluce: “Nessuno può infamare gli uomini e le donne di un movimento che tutti i giorni è in strada a farsi il culo e a pagare a caro prezzo l’amore di Patria”
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ROMA – Carlotta Chiaraluce, coordinatrice romana di Casapound del X Municipio, una delle donne più in vista del movimento, specialmente dopo il boom di preferenze personali (1.788) raccolte ad Ostia alle ultime amministrative, interviene sui fatti di Viterbo.

ROMA – Ecco l’intervento di Carlotta Chiaraluce, affidato ad un post su Facebook:

Nel dna di CasaPound c’è che noi donne siamo considerate e rispettate non solo per il nostro genere ma perché compagne di lotta e soldati politici.
Perché abbracciamo lo stesso disperato amore dei nostri uomini, che il più delle volte diventano i nostri compagni di vita, e che sono sempre davanti a noi, soprattutto nelle situazioni più tese, a difenderci.
Lo dico a voi che considerate conquiste le quote rosa in politica e poi siete i primi che a seconda di chi sono gli autori e le vittime degli accaduti decidete se fare processi o rilasciare attenuanti ai carnefici (Pamela e Desirée insegnano).
È stato denunciato un fatto, un fatto gravissimo, su cui ci sono indagini in corso e tutti ci auguriamo che venga fatta al più presto chiarezza.
Se qualcuno ha sbagliato verrà acclarato e pagherà tutto.
Ma questo non vi autorizza ad infamare gli uomini e le donne di un movimento che tutti i giorni è in strada a farsi il culo e a pagare a caro prezzo l’amore di Patria.
Capito sciacalli?

 

Gli Stati Generali La Fune
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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