Carlo Calenda in vacanza a Viterbo: "E' una città d'arte troppo trascurata", poi bacchetta anche la Regione per il Palazzo di Donna Olimpia chiuso
Calenda
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VITERBO - "Peccato la Regione tenga chiuso il Palazzo di Donna Olimpia. Cose che solo in Italia".

VITERBO – Un fine settimana in salsa viterbese per Carlo Calenda. Il leader di Azione ha anche inviato ai telegiornali nazionali un suo intervento sulle aggressioni alle forze di polizia con sfondo, per i più attenti, la città dei papi.

La città gli è piaciuta ma i decenni di semi-abbandono, i decenni di non progettazione e di galleggiamento li ha notati anche lui. “E’ una città d’arte troppo trascurata”, ha commentato il politico nazionale.

“La pietà notturna di Sebastiano del Piombo eseguita su disegno di Michelangelo vale da sola il viaggio, così come il palazzo dei Papi, luogo del primo conclave – continua Calenda -. Consiglio anche un giro a San Martino al Cimino, voluta da Olimpia Maidalchini Pamphili come un esperimento urbanistico che ricordasse piazza Navona dove i Pamphili avevano il loro palazzo. Peccato che qui il maestoso palazzo della famiglia romana – gestito dalla Regione – sia inspiegabilmente chiuso. Cose che solo in Italia”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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