Caprarola primo paese della Tuscia con la fibra ottica
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Caprarola è il  primo paese nella provincia di Viterbo con fibra ottica. Il sindaco Eugenio Stelliferi e la giunta  hanno inaugurato i lavori che  garantiranno al Comune una connessione internet con banda ultra larga.

Caprarola è il  primo paese nella provincia di Viterbo con fibra ottica. Il sindaco Eugenio Stelliferi e la giunta  hanno inaugurato i lavori che  garantiranno al Comune una connessione internet con banda ultra larga.

Quello di Caprarola è il progetto pilota per la Tuscia, grazie al finanziamento della Regione Lazio che prevede la copertura di tutto il territorio provinciale con tecnologia FTTH, acronimo di ”Fiber to the home”, letteralmente ”fibra fino a casa”.  Sarà garantito il servizio con una velocità di almeno  un 1 giga per il 70 per cento del territorio regionale (in tutte le sedi delle Pubbliche Amministrazioni del Lazio, incluse scuole e presidi sanitari, e nelle abitazioni private), e di 30 Mbps per le abitazioni situate nelle zone più esterne ed isolate. In tutto il paese saranno predisposti 17 chilometri di fibra ottica.

”Un passo fondamentale per spingere Caprarola verso il futuro – è il commento del sindaco Stelliferi- per un’iniziativa di fondamentale importanza, un traguardo il cui raggiungimento sarà di assoluto beneficio per tutti i cittadini, soprattutto a favore della generazione digitale, e le imprese del territorio. Approfitto dell’occasione per sottolineare che il cantiere mobile è chiaramente riconoscibile perché ha il marchio della Regione Lazio. Nessun operatore entrerà o chiederà di entrare nelle abitazioni, quindi se dovesse accadere, i cittadini sappiano che non si tratta degli operatori incaricati di installare la fibra e sono invitati a contattare subito le forze dell’ordine”. 

 

 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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