Caprarola col fiato sospeso per la sfida a 'Il borgo dei borghi' su Rai Tre
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Caprarola in gara nella sfida televisiva per diventare borgo più bello d'Italia. Domenica sera alle 21.05 tutti sintonizzati su Rai Tre con 'Alle falde del Kilimangiaro'.
Licia Colò e Dario Vergassola

Televisori sintonizzati su Rai Tre nella notte della domenica di Pasqua. Alle 21,05 infatti va in onda una puntata speciale di ‘Alle falde del Kilimangiaro’ intitolata ‘Il borgo dei borghi’.

Proprio durante la puntata verrà intitolato il borgo più bello d’Italia, il più votato dagli italiani attraverso l’apposita sezione nel sito della trasmissione.  In gara, a rappresentare il Lazio, c’è la bellissima Caprarola. A condurre la serata Licia Colò e Dario Vergassola.

Nel corso di quest’ultima edizione del Kilimangiaro sono stati passati in rassegna venti borghi, uno per ogni regione, valorizzati dalle riprese aeree dei droni, con punti di vista nuovi e sconosciuti del nostro immenso patrimonio storico e paesaggistico.

Nella serata speciale di domenica 20 aprile Licia Colò e Dario Vergassola illustreranno le caratteristiche storiche e culturali, nonché le specialità gastronomiche dei tanti borghi in gara, interagendo anche con gli abitanti del posto: nelle piazze così come nelle loro case e alle loro tavole. Fino alla proclamazione del ‘Borgo dei Borghi’: una vera e propria hit-parade che annuncerà il vincitore partendo dal ventesimo classificato al primo.

 

I borghi in concorso sono, in ordine alfabetico:

Acerenza (Potenza, Basilicata), Bienno (Brescia, Lombardia), Bosa (Oristano, Sardegna), Caprarola (Viterbo, Lazio), Castell’Arquato (Piacenza, Emilia Romagna), Castiglione di Garfagnana (Lucca, Toscana), Chiusa (Bolzano, Trentino Alto Adige), Corinaldo (Ancona, Marche), Etroubles (Valle d’Aosta), Gangi (Palermo, Sicilia), Montone (Perugia, Umbria), Pacentro (L’Aquila, Abruzzo), Portobuffolè (Treviso, Veneto), Santa Severina (Crotone, Calabria), Sant’Agata dei Goti (Benevento, Campagna), Sepino (Campobasso, Molise), Specchia (Lecce, Puglia), Valvasone (Pordenone, Friuli Venezia Giulia), Vernazza (La Spezia, Liguria), Vogogna (Verbano Cusio Ossola, Piemonte).

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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