Caprarola, al via la mostra Ierofanie a palazzo Farnese
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CAPRAROLA- Da domenica 26 settembre 2021 la direzione regionale musei Lazio, alla presenza del direttore Stefano Petrocchi e della direttrice di palazzo Farnese Marina Cogotti, aprirà le sale della sontuosa dimora farnesiana alla scultura classicheggiante di Sergio Monari, protagonista con la personale Ierofanie

CAPRAROLA- Da domenica 26 settembre 2021 la direzione regionale musei Lazio, alla presenza del direttore Stefano Petrocchi e della direttrice di palazzo Farnese Marina Cogotti, aprirà le sale della sontuosa dimora farnesiana alla scultura classicheggiante di Sergio Monari, protagonista con la personale Ierofanie, curata da Niccolò Lucarelli, che rimarrà in mostra fino al 28 novembre.

L’inaugurazione si terrà sabato 25 settembre alle 17,30, in concomitanza con le giornate europee del patrimonio, e costituirà un’ulteriore occasione per scoprire questa splendida dimora nobiliare, dove mitologia greca e culto dei Cesari si fondono con i fasti dei Farnese, esaltandoli in una commistione di sacro e profano; la pensosa grandiosità del tardo Rinascimento, attraverso la classicità di cui si nutre racconta la sete di potere e di gloria che ha sempre ispirato l’agire umano.
 
L’accostamento di Monari a queste sale riesce a rafforzare e attualizzare il dialogo con il classico, radice fondante della nostra società, e che si specchia negli affreschi rinascimentali della reggia. La poesia, l’amore, la gloria, la guerra, il destino, il tempo, la vanità, la morte; come un romanzo antico, eppure sempre nuovo, l’allestimento si dispiega, opera dopo opera, su capitoli modellati in forma di umane sembianze, pulsioni, aspirazioni, dubbi e timori, riverberando l’eco di un attualissimo passato.

Il risultato è una “commedia umana” sottoforma di statue e dipinti, gremita di personaggi eternati nella tridimensionalità del bronzo e nella bidimensionalità dell’affresco, un dialogo estetico e di materia che fa da sfondo allo scorrere parallelo di vicende storiche e quotidiane.

 

Gli Stati Generali La Fune
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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