
Da mercoledì notte alle 3,30 ha iniziato a muoversi dal basso verso l’alto e viceversa sul cantiere di Expo. Prima di buio Fiore del Cielo era già praticamente montata. Mancava la statua della patrona, che è stata posata dalle sue mani ieri mattina. Dell’operazione Macchina di Santa Rosa a Milano è praticamente l’operatore finale, quello che insieme agli altri operai della ditta Ciorba sta montando il simbolo della tradizione viterbese. Mauro Cappelloni, l’uomo che “sussurra alle Macchine”.
Lo abbiamo contattato mentre era al lavoro. Una chiamata a vuoto, la seconda idem, poi ci richiama lui. Dall’altra parte una voce lucida ed emozionata.
Come procedono i lavori?
“Bene, Fiore del Cielo è praticamente montata. Contiamo tra poche ore (stasera ndr) di aver sistemato l’illuminazione per poter fare la prova luci. Abbiamo allestito anche gli schermi che proietteranno i filmati del trasporto nel giardino di Eataly e tra poco posizioneremo sotto la Macchina anche la bella stampa che raffigura la prima fila ciuffi e le spallette”.
Come è il clima in questa straordinaria avventura viterbese a Expo?
“Dire fantastico è dire poco. C’è grande armonia sul cantiere e stiamo lavorando con gioia. Procede tutto bene e Fiore del Cielo “spicca” nel luogo dove è stata collocata. Sarà una delle strutture più alte dell’intera esposizione. Già gli operai degli altri cantieri sono venuti a vedere quello che stiamo facendo, ci hanno chiesto informazioni. Insomma, non passeremo inosservati”.
Forse lei è uno dei pochi che potrà raccontare di aver visto Expo da trenta metri di altezza. Come appare da lassù?
“(Ride). Straordinario, ma è qualcosa di fantastico in generale. Anche dal livello strada. C’è praticamente tutto il mondo e ognuno porta qui la sua originalità e i suoi stili. Un’esperienza da non perdere per nessuno”.


















