Capogruppo Pd, Serra rimane al suo posto
Circolo Pd 01 Mancini Serra
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Francesco Serra rimane fermo nel suo ruolo di capogruppo del Partito Democratico. In realtà ne farebbe volentieri a meno ma è consapevole che lasciare significherebbe aprire un nuovo campo di scontro.

Capogruppo Pd a Palazzo dei Priori, Francesco Serra rimane al suo posto. E’ il diretto interessato a smentire le voci, che si sono rincorse in questi giorni, su un suo imminente passo indietro dalla carica.

E’ un Francesco Serra che non nasconde le difficoltà politiche che la maggioranza sta attraversando ed è sicuramente stanco. Ma al tempo stesso è consapevole che un suo lasciare la carica di capogruppo complicherebbe ancora di più la situazione.

Nel tormentato pentolone della maggioranza infatti si andrebbe ad aggiungere ulteriore fuoco e competizione per la nuova casella lasciata libera. E considerando che il gruppo del Pd è praticamente spaccato in due anime: i “serra-panunziani” (7 consiglieri) e i “fioroniani” (5 consiglieri); sarebbe inevitabile la zuffa.

Ergo meglio mantenere le cose così come sono. Anche perché in caso di lascio da parte di Serra i “fioroniani” sarebbero convinti di avere il diritto di esprimere un uomo loro con Aldo Fabbrini o Christian Scorsi (questi i nomi circolati) e gli altri rivendicherebbero il ruolo, forti della maggioranza numerica nel gruppo, per Marco Volpi (altro nome circolato).

E di una nuova guerra interna per scegliere il capogruppo Pd l’attuale amministrazione può farne a meno.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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