
Da manuale: dicasi pole position la posizione più avanzata, occupata da un concorrente, nello schieramento di partenza di una gara. Nella complicata partita della crisi al Comune di Viterbo, ancora non risolta ma evoluta in qualche modo, si è aperta anche la questione della successione a Francesco Serra nel ruolo di capogruppo del Partito Democratico.
La seduta di consiglio dello scorso venerdì è stata infatti segnata da due eventi. Primo: il ritorno dei sette consiglieri dem che in data 19 dicembre avevano di fatto sfiduciato sostanzialmente Leonardo Michelini, con un documento ad hoc. Secondo: le dimissioni di Serra, leader nominale degli “sfiducianti”, dal suo ruolo di capogruppo. Come correlato al secondo eventi si sono consumate anche le dimissioni di Aldo Fabbrini dal suo incarico di vicecapogruppo.
Una questione che i democratici devono affrontare e risolvere, auspicabilmente prima di giovedì. Giorno in cui è stata fissata una nuova seduta in sala d’Ercole. Per mettere mano alla pratica, con ogni probabilità, si incontreranno nella giornata di mercoledì.
La matematica del gruppo Pd racconta l’esistenza di due insiemi, che intersecati concretizzano il maxi-insieme del Partito Democratico a Palazzo dei Priori. Il primo sottoinsieme, quello matematicamente più rilevante comprende sette consiglieri. Il secondo due in meno, quindi cinque. E’ quindi il primo gruppo ad avere i numeri giusti per lanciare un’opa sulla nomina del nuovo capogruppo. E sono concordi nel sostenere Mario Quintarelli. Al secondo gruppo toccherà, come accaduto in precedenza, fornire l’identikit del vice. Il nome che balla sarebbe quello di Christian Scorsi.
La decisione sarà maturata in attesa della riunione di maggioranza, annunciata da tempo dal sindaco Michelini, per ritrovare uno spirito di coalizione, e ancora non tenuta.


















