
VITERBO – Clima pesante all’interno del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. L’assemblea di sabato scorso 26 ottobre è stata caratterizzata da un confronto aperto davanti ai facchini presente tra Sandro Rossi e Luigi Aspromonte.
Qui è venuta fuori la notizia, rimasta riservata fino a quel momento all’interno del Sodalizio, di una contrapposizione tra i due per il ruolo di capofacchino. Il tutto è proiettato sulle votazioni in programma per febbraio quando si andranno a rinnovare le cariche. Sandro Rossi sarebbe intenzionato a candidarsi per fare un ultimo mandato di tre anni ma anche Aspromonte nutrirebbe la medesima ambizione.
A fare esplodere “la bomba” lo stesso Rossi che sabato ha preso la parola ed è andato dritto al punto. Ha ricordato cosa accaduto a fine agosto quando mentre lui era in ospedale, ricoverato per un infarto, i cavalieri di Rosa hanno dovuto affrontare la complicata questione della sua sostituzione al Trasporto del tre settembre.
Rossi non avrebbe gradito alcuni atteggiamenti e pur riconoscendo ad Aspromonte le qualità per guidare i facchini non ci sta a farsi da parte così. “Sono entrato da generale e fatemi uscire da generale”, le sue parole all’assemblea. Poi il racconto di alcuni retroscena e di un confronto tra lui e Aspromonte piuttosto duro avvenuto nell’ufficio di Rossi. Anche Aspromonte ha preso la parola e spiegato le sue ragioni.
Mecarini, in veste di presidente, ha chiarito che non intende seguire chi assumerà atteggiamenti divisivi, auspicando che venga scongiurata quella che definisce “una lotta fratricida”. Intanto, dopo la bomba di sabato, dentro al Sodalizio le diplomazie sarebbero al lavoro per ricomporre la situazione e scongiurare un voto di febbraio caratterizzato da una spaccatura. La notizia ha scosso il mondo dei facchini ma anche la città, affezionata in maniera particolare al Sodalizio e legatissima a Rossi (per tutte le emozioni che ha saputo regalare) ma anche riconoscente ad Aspromonte per quanto fatto lo scorso tre settembre.

















