Capoccioni e Chiaravalli confermati alla guida de 'La Rosa'
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VITERBO - L’occasione per riunirsi e per scambiarsi gli auguri di Pasqua, si è trasformata nella riconferma dei vertici dell’Associazione La Rosa.

VITERBO- Associazione La Rosa, riconfermati all’unanimità il Presidente Roberto Capoccioni e il Vicepresidente Franco Chiaravalli. L’occasione per riunirsi e per scambiarsi gli auguri di Pasqua, si è trasformata nella riconferma dei vertici dell’Associazione La Rosa.

“Quando un presidente e un vice presidente vengono riconfermati, significa che hanno svolto un buon lavoro e che i membri dell’associazione hanno fiducia nelle loro capacità. I consiglieri dell’associazione già eletti nella scorsa cena presso la parrocchia di Santa Barbara sono: Viventi Luigi, Stefanoni Maurizio, Carlantoni Luigi, Ceccariglia Claudio, Mattioli Paolo, il cassiere anche lui riconfermato Rossetti Claudio, responsabile della comunicazione Cerasi Alessandra. Presidente onorario dell’associazione Stefano Piergentili”. Così in una nota. 

L’associazione è nata con l’obbiettivo di raccogliere fondi per le famiglie in difficoltà e per persone con gravi disabilità cercando di
restituire loro la dignità umana. Il presidente Roberto Capoccioni ha inoltre illustrato quali saranno i prossimi appuntamenti: il primo sarà l’11 maggio per la festa del Santissimo Salvatore a seguire, all’interno di Tuscia in Fiore il 17, 18 maggio e domenica 26 maggio per la XVI^ edizione della “Città a Colori” che avrà luogo nel Parco di Valle FAUL.

Ha inoltre sottolineato quanto sia importante la collaborazione con altre associazioni per la buona riuscita delle manifestazioni grazie
ad uno scambio di competenze, idee e sostegno reciproco. Tra i vari partner dell’associazione ci sono Viterbo con Amore e la Parrocchia di Santa Barbara che già da diversi anni collaborano insieme.

“Un ringraziamento speciale va anche a tutte le donne che svolgono un ruolo fondamentale per l’associazione e che sono di vitale
importanza”, continua la nota. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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