
Capitale italiana della cultura 2016 e 2017, il 30 giugno conosceremo la rosa dei dieci finalisti. Viterbo è in gara con altre 23 città, una sfida appassionante e un titolo che significa in soldoni un milione di euro per la vincitrice del 2016 e un milione per quella del 2017. Ma oltre al finanziamento, che renderà possibile una serie di eventi, c’è in ballo un discorso di prestigio e di visibilità mediatica.
La rosa dei finalisti doveva essere resa nota il 30 aprile, ma come avevamo preannunciato qui, al Ministero dei Beni Culturali è stato necessario più tempo per l’individuazione dei professionisti che compongono la commissione giudicante e quindi la partita è slittata.
Le dieci finaliste poi avranno tempo fino al 15 settembre per presentare il dossier definitivo di candidatura. La capitale 2016 sarà indicata il 30 ottobre, quella 2017 a metà dicembre. La giuria chiamata a selezionare le dieci città finaliste è composta da Marco Cammelli, presidente, Francesca Cappelletti, Gino Mirocle Cresci, Cristina Loglio, Franco Iseppi, Antonio Preiti, Alberto Sinigaglia.
Le città che hanno avanzato le proprie proposte, oltre al capoluogo della Tuscia, sono: Agrigento, Anagni, Aquileia, Caltanissetta, Carinola, Como, Ercolano, Foligno, Frascati, Mantova, Modica, Novara, Oriveto-Todi, Parma, Pisa, Pistoia, Selargius, Spoleto, Sulmona, Taranto, Terni, Terracina e Troppa.


















