Capitale europea del volontariato, Viterbo c'è
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La sfida è importante e la piccola Viterbo competerà con le grandi capitali europee. Si tratta comunque di una grande occasione per ricevere una certificazione di qualità sul terzo settore locale.

Capitale europea del volontariato, i viterbesi danno le ultime limatine al dossier di candidatura. Mercoledì una riunione molto partecipata di tutto il terzo settore alla Casa delle Arti del Pilastro. Tanti i rappresentanti delle associazioni che si sono incontrati con gli amministratori comunali.

Presenti il sindaco Leonardo Michelini, l’assessore ai Servizi Sociali Alessandra Troncarelli, l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi e i consiglieri Daniela Bizzarri, Paolo Simoni e Paolo Moricoli. A organizzare l’appuntamento il presidente della consulta del volontariato Marco Ciorba, che segue in prima persona i lavori di preparazione della candidatura.

“Una sfida difficile – commenta Ciorba – ma importante. Partecipare significa che Viterbo ha da scrivere sul volontariato e se ha da scrivere vuol dire che è stato fatto e si sta facendo un buon lavoro in questo settore. Inoltre la sfida europea è un’occasione per strutturarsi meglio e dare impostazioni importanti per far crescere il terzo settore viterbese”.

Ad aprire i lavori il discorso del sindaco Michelini che ha lanciato un appello: “Dobbiamo cercare di essere sempre più presenti anche nelle periferie”. Poi sono stati aperti i tavoli tematici, per affrontare le criticità e sviluppare i progetti. Gli amministratori presenti hanno risposto alle domande sollevate dalle associazioni.

Il cammino per la preparazione della candidatura è iniziato lo scorso 5 dicembre, in occasione della grande festa natalizia del volontariato in piazza Fontana Grande. Non ci sono in palio soldi ma la possibilità di ricevere un titolo capace di certificare la qualità del volontariato viterbese e quindi facilitare l’accesso delle associazioni locali ai finanziamenti europei.

Nelle prossime ore potrebbe arrivare anche una grande sorpresa ma il presidente Ciorba è scaramantico e preferisce attendere prima di rivelarla.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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