
Sembra il destino a volerlo, ma Viterbo e Mantova finiscono spesso ad essere messe a confronto. Prima per i festival, ora per la candidatura a Capitale della cultura, però, a surclassare l’altra, è sempre Mantova.
I paragoni sulla qualità del Festival della cittadina lombarda e di quelli di casa nostra sono già noti: Mantova da 20 anni organizza una manifestazione che è considerata un punto di riferimento in Italia per qualità e le voci grosse che arrivano da Viterbo fanno solo sorridere chi solo di nome conosce quell’evento.
Poi c’è la Capitale della cultura, il cui titolo è andato proprio a Mantova nel 2016, quando Viterbo ha fallito miseramente, e che la nostra città vorrebbe ottenere per il 2018. A Mantova proprio nell’ambito delle iniziative correlate al titolo, tra le altre cose, hanno scelto di affidare a Brian Eno, uno dei musicisti più apprezzati e influenti a livello globale da oltre 40 anni, un progetto di sonorizzazione allestito nel Giardino dell’Esedra di Palazzo Te dopo che era stata ospitata, come racconta Sentireascoltare, a Sidney e Rio de Janeiro.
E mentre Mantova si confronta con ciò che succede nel mondo contemporaneo, a Viterbo invece si prepara la candidatura da presentare entro il 30 di giugno insieme a Chiusi e Orvieto, con all’ordine del giorno la riattualizzazione del tema degli Etruschi. Una candidatura che, secondo quanto dichiarato più volte dall’assessore Antonio Delli Iaconi, dovrebbe avere come testimonial Vittorio Sgarbi e forse anche Don Mazzi. Il primo è malvisto da una parte della città per i suoi atteggiamenti, il secondo invece, stimato per le innumerevoli iniziative di solidarietà, sembra aver poco a che fare con progetti legati alle politiche culturali, nonostante nel bando si parli di inclusione sociale.
Questo è ciò che c’è oggi sulla carta, pronto ad essere smentito dai fatti. Ci sono infatti ancora 15 giorni prima che il comune di Viterbo, insieme a quelli di Orvieto e Chiusi, proporrà la propria candidatura a Capitale della cultura e per capire quali interventi la città dei Papi deciderà di inserire nel programma e quale sarà il reale peso delle proposte.

















