Capitale della Cultura 2018, parte la sfida fra le 21 città candidate al titolo
Viterbo dall'alto
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Resa nota dal ministero la lista dei partecipanti. Viterbo si presenta con una candidatura congiunta con Orvieto e Chiusi

Parte la corsa al titolo di Capitale della Cultura per il 2018, sui blocchi di partenza ci sono 21 candidature. Rilasciata ieri dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, che ha trasmesso al presidente della Conferenza Unificata l’elenco delle città candidate per avviare la procedura di valutazione. Nell’elenco dei 21 candidati c’è di tutto: dal nord al sud della Nazione, dai capoluoghi di regione fino ai piccoli comuni, per arrivare poi a ben due candidature congiunte, fra le quali quella di Viterbo.

Il capoluogo della Tuscia, infatti, si è candidata come parte di un tridente nel quale campeggiano anche Chiusi e Orvieto, portando all’attenzione dei giudici un progetto multiregionale nel quale sono coinvolti Lazio, Umbria e Toscana. Le altre in lizza sono Alghero, Aliano, Altamura, Aquileia, Caserta, Comacchio, Cosenza, Ercolano, Iglesias, Montebelluna, La Spezia, Ostuni, Palermo, Piazza Armerina, Recanati, Settimo Torinese, Spoleto, Trento, Unione dei Comuni Elimo Ericini (Buseto Palizzolo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Valderice) e Vittorio Veneto.

Come nelle precedenti edizioni, la Capitale Italiana della Cultura 2018 riceverà dal Governo un contributo pari a un milione di euro per la realizzazione del progetto presentato. La giuria, chiamata ad esaminare i 21 progetti, sarà composta da sette esperti di chiara fama nel settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica. Entro la metà di novembre verrà definita una short list delle 10 città finaliste, da queste sarà selezionato un vincitore entro il 31 gennaio 2017.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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