Capitale cultura: oggi l'appuntamento in Sala Regia, tra gli assenti Pelliccia, Bottone e Cerra
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Pasquale Bottone, Paolo Pelliccia, Francesco Cerra: le voci critiche, più estreme, in un panorama di scontenti. Dal canto loro Delli Iaconi e Giacomo Barelli invece puntano tutto sulle buone intenzioni di condivisione. “Vogliamo ascoltare la città".

Capitale della cultura: le aperture di Delli Iaconi per parte delle realtà culturali sono tardive. Il fuoco contro l’assessore alla cultura del Comune di Viterbo è spietato. Tra gli assenti più importanti all’incontro in programma oggi presso la Sala Regia di Palazzo dei Priori, spuntano il commissario del Consorzio provinciale delle biblioteche Paolo Pelliccia, il giornalista Pasquale Bottone fondatore de Il Salotto delle Sei e de L’ora legale e Francesco Cerra di Tetraedro.

Bottone, il Salotto delle Sei. “Ci vuole meno populismo – attacca Bottone – una riunione episodica non porterà a nulla. Se non c’è trasparenza, e non c’è, allora non c’è credibilità. Se le regole non sono uguali per tutti, non c’è discussione. Questa amministrazione ha più volte dimostrato che le regole non lo sono. Per alcuni continueranno ad essere più uguali, probabilmente per un patto elettorale e quindi c’è poco da confrontarsi”.

Pelliccia, Biblioteca provinciale. “La biblioteca non partecipa – spiega Pelliccia – lì non si decide nulla. Per quanto mi riguarda si dovrebbero riunire prima il sindaco Michelini e chi ha un ruolo di primo piano insieme a chi gestisce urbanistica, lavori pubblici, infrastrutture e magari anche insieme all’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato per definire un’idea della città. Quando c’è questo, puoi candidarti per tutto anche per la cultura. Il resto sono chiacchiere”.

Cerra, Tetraedro. “Noi non partecipiamo – scrive Francesco Cerra del Tetraedro -. Perché non riteniamo che in una conferenza generale possano emergere dei dati diversi da quelli delineati negli ultimi 3 anni da questa stessa amministrazione”. Cerra chiede poi le scuse per il trattamento ricevuto. Al Tetraedro furono commissionati nel 2013 alcuni spettacoli, realizzati e con anticipazioni per circa 10mila Euro. Soldi che il Comune avrebbe dovuto restituire, ma che non ha mai restituito: “Dal 2013 aspettiamo un incontro con il sindaco Michelini, dopo che l’allora assessore alla cultura Barelli ci commissionò 20 spettacoli senza mai corrisponderci il compenso pattuito, se ne lavò le mani, come pure il suo successore. Il Comune, alla civile strada delle scuse e dei chiarimenti, preferisce il silenzio omertoso”. Ma la questione non è meramente economica: “Non è solo un problema di soldi, ma di scuse pubbliche da chi di dovere”.

Dal canto loro Delli Iaconi e Giacomo Barelli invece puntano tutto sulle buone intenzioni e sulla condivisione. “Vogliamo ascoltare la città – scrivono in un comunicato stampa -. E con la città condividere questo importante progetto. L’obiettivo è quello di costituire un centro di ascolto aperto a tutti, per portare avanti un percorso, al termine del quale giungere a un progetto condiviso con la città”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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