
Viterbo esclusa al primo turno dalla competizione per i titoli 2016 e 2017 di capitale italiana della Cultura, in quarta commissione si vuole capire cosa è successo.
Il principio è semplice: si può anche perdere, ma bisogna capire i perché. E l’unico strumento possibile è quello dell’analisi, della riflessione e del confronto. Capire è importante per evitare di ripetere in futuro eventuali errori commessi.
Per questo i consiglieri di minoranza e Sergio Insogna di Oltre le Mura hanno chiesto di aprire una riflessione sul dossier di candidatura presentato, sulle modalità che hanno portato a quel lavoro e alla composizione del comitato scientifico deciso dall’amministrazione Michelini.
E venerdì 10 luglio in quarta commissione si recheranno l’assessore alla Cultura Antonio Delli Iaconi e il coordinatore del comitato scientifico che ha preparato la candidatura Claudio Margottini.
I titoli in palio, voluti fortemente dal Ministero per i Beni Culturali per stimolare l’attività progettuale dei comuni italiani, portano con sé anche il significativo contributo ministeriale di un milione di euro. Per la città quindi è stata persa un’occasione, ma soprattutto scotta il fatto di non aver neppure passato la prima selezione.
Aquileia, Como, Ercolano, Mantova, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni sono state scelte all’unanimità dalla giuria e dovranno presentare entro il 15 settembre i dossier di candidatura definitivi per la scelta della capitale italiana del 2016, entro il 30 ottobre, e della capitale italiana del 2017, entro il 15 dicembre. Il capoluogo della Tuscia invece resta a guardare.
I membri del comitato scientifico: Presidente Leonardo Michelini, come vicepresidente Nicola Zingaretti e poi il rettore dell’Unitus Alessandro Ruggeri, la pro rettrice Anna Maria Fausto, il presidente della Fondazione Carivit Mario Brutti, il presidente della Camera di Commercio Domenico Merlani, il prof. Enzo Bentivoglio, il drammaturgo Gian Maria Cervo, il sociologo Francesco Mattioli, il prof. Luciano Osbat, Antonello Ricci, l’assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi. Come rappresentanti del consiglio comunale erano stati scelti Filippo Rossi e Giulio Marini, ma quest’ultimo si è poi rifiutato.


















