Caos Cotral, oggi il vertice in Provincia sui disagi dei pendolari
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Anticipata la riunione di domani in Prefettura per trovare una soluzione ai problemi dei viaggiatori

Non ce la fanno veramente più i pendolari della Tuscia a sopportare tutti i disagi giornalieri del trasporto urbano. Se la crisi della Cotral si era aperta a settembre, con il ritorno in aula degli studenti, non è certo migliorata all’inizio del nuovo anno, nonostante le promesse fatte dai vertici della società durante l’ultima riunione nella sala consiliare della Provincia. E sarà di nuovo la stessa aula a ospitare ancora una volta i rappresentanti del Cotral questo pomeriggio, durante l’ennesimo vertice tra società e istituzioni.

Un meeting che era stato programmato per domani in Prefettura, ma che si è deciso di anticipare a questo pomeriggio, visto il tavolo allargato organizzato dalla Provincia di Viterbo. Una riunione alla quale prenderanno parte anche l’assessore regionale alla Mobilità Michele Civita e il presidente della commissione Ambiente e Lavori Pubblici e Mobilità Enrico Panunzi, oltre ai vertici Cotral e ai sindaci dei paesi investiti dal problema.

I disagi del servizio, infatti, sono peggiorati qualche giorno fa, quando la società ha implementato il nuovo orario che avrebbe dovuto migliorare le cose, ma che di fatto ha cancellato alcune corse essenziali per i pendolari. Secondo sindacati e viaggiatori il problema è arrivato proprio perché i vertici non hanno voluto ascoltarli, progettando l’orario senza conoscere le reali necessità di chi viaggia.

Quello di oggi, infatti, sarà il momento per fare il punto su questa situazione e trovare un accordo sugli orario e sulle soluzioni future. Intanto, però, dalla Cotral mettono le mani avanti e annunciano l’arrivo di 300 nuovi mezzi, utili a risolvere i disagi. I primi 122 autobus, forniti dalla Solaris che garantirà anche la manutenzione per dieci anni, arriveranno non prima della primavera, quindi al momento non saranno parte integrante della soluzione ai disagi, se mai ce ne sarà una.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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