Cantanti, ballerini e narratori crescono alla Casa di Vetro
Laboratorio di danza
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Proseguono i laboratori allo Spazio Pensilina per il progetto “Crescere alla Pari”. Laboratori che vogliono promuovere e valorizzare la tolleranza e il rispetto fra i sessi; sensibilizzare sulla violenza di genere; prevenire comportamenti violenti; sottolineare l'importanza della relazione con gli altri.

Realizzare uno spettacolo che parla di fragilità attraverso la musica, la danza e la narrazione. È l’obiettivo dei laboratori dedicati a cantanti, ballerini e narratori che si svolgono in questi giorni alla Casa di Vetro, per il progetto “Crescere alla Pari”.

Laboratori che vogliono promuovere e valorizzare la tolleranza e il rispetto fra i sessi; sensibilizzare sulla violenza di genere; prevenire comportamenti violenti; sottolineare l’importanza della relazione con gli altri. Così, di pomeriggio, la Casa di Vetro (Spazio Pensilina) diventa luogo d’incontro, di crescita umana e artistica per tantissimi giovani talenti delle scuole di Viterbo e della Tuscia. Lungo il filo conduttore della fragilità. Fino ad arrivare allo spettacolo finale, che sarà messo in scena in diverse città italiane.

Il lunedì e il mercoledì si incontrano tutti gli appassionati della danza, per scoprire insieme il linguaggio del corpo e realizzare, sotto la guida di Giovanna Paris, le coreografie per lo spettacolo. Il martedì e il giovedì è il turno dei narratori, capitanati da Antonello Ricci, della Banda del Racconto; il venerdì provano i cantanti, sotto la guida della bravissima Serena Caporale, docente e corista di molti grandi della musica italiana, tra cui Claudio Baglioni.

“Crescere alla Pari” è un progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Pari Opportunità presentato dall’IC Vanni di Viterbo, con l’IC Carmine di Viterbo e l’IISS Cardarelli di Tarquinia, insieme con il Comune di Viterbo, il Distretto turistico dell’Etruria Meridionale, l’associazione Juppiter, la Fondazione Exodus, Vip clown di corsia – Viterbo, Mille giovani per la pace e la cooperativa gli Aquiloni.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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