Canottaggio, Acquaforte vince il palio di Vico
Palio di Vico
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RONCIGLIONE - Sale sul gradino più alto del podio l'equipaggio composto da Pierpaolo Proietti, Luca Boldorini e Alessandra Lelli. Seconda la contrada Valle e terza la contrada Abboccatore.

RONCIGLIONE –  Acquaforte vince il palio di Vico davanti ad una platea di più di 200 persone ed in un contesto meraviglioso, in uno dei laghi vulcanici più belli d’Europa.

Una gara sentita, molto combattuta. Organizzazione perfetta.

La spettacolare regata, giunta alla quinta edizione, organizzata dall’Asd Palio Di Vico, ha incantato tutti in una splendida giornata estiva. Si è partiti dal mattino presto, alle 8 con le regate under 16, under 18 e femminile. Poi l’evento clou nel tardo pomeriggio, alle 18.30, con la gara principale.

Il primo gradino del podio lo ha conquistato la contrada Acquaforte il cui equipaggio era composto da Pierpaolo Proietti, Luca Boldorini e Alessandra Lelli. Priore di Acquaforte, Michele Bondini. Seconda la contrada Valle e terza Abboccatore. Quarto posto per Santa Maria, quinto Arenari, sesto Santa Maria, settimo e ottavo, rispettivamente Casaccia e Punta del Lago. Ultima posizione per lo Scoglio. 

“Il Palio nasce in origine dalla passione per le barche da pesca – ha spiegato Petruccelli, presidente della Asd Palio Di Vico e ideatore del Palio – Un gruppo di amici che cinque anni fa ha preso il nome delle località che stanno attorno al bacino trasformandole in contrade. Luoghi che hanno caratterizzato la nostra vita e il nostro immaginario sociale”.

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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