Canna d'amianto rotta da mesi nel cortile interno della scuola De Amicis, il Comune di Viterbo è assente
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La salute dei bambini non può essere colpevolmente trascurata. Recentemente La Fune ha rilanciato una brutta storia che affligge da tempo la scuola De Amicis (Via Emilio Bianchi), presso la quale giace una canna fumaria in eternit (amianto) rotta e abbandonata in un cortiletto interno sul quale si affacciano finestre utilizzate dai giovanissimi frequentatori della stessa. Ora scrivono i genitori.

La salute dei bambini non può essere colpevolmente trascurata. Recentemente La Fune ha rilanciato una brutta storia che affligge da tempo la scuola De Amicis (Via Emilio Bianchi), presso la quale giace una canna fumaria in eternit (amianto) rotta e abbandonata in un cortiletto interno sul quale si affacciano finestre utilizzate dai giovanissimi frequentatori della stessa.

“Ci sarebbe addirittura un lato divertente della vicenda, se questa non fosse di per sé di una gravità estrema, poiché la testata (che poi ha corretto l’articolo) in un primo momento aveva riportato la storia mal interpretando il titolo dato al post della mamma Alessia Brunetti, che ironicamente aveva scritto “finalmente messa in sicurezza la canna” riferendosi al nastro biancorosso apposto responsabilmente dal corpo docente alle finestre per evitare che qualcuno, affacciandosi, respirasse polveri di amianto – scrive Emanuele Rinaldi, rappresentante sezione “A” in nome e per conto dei genitori scuola “Centro Storico” – .

Eh s^, perché purtroppo la canna non è assolutamente stata messa in sicurezza, giace ancora lì, rotta, nel cortiletto di una scuola al centro di Viterbo, frequentata da bimbi dai 3 anni in su.

Chi avrebbe dovuto, già dal lontano 2013, intervenire? Non la scuola, ma, per quanto risulta, il Comune.
La canna fumaria in questione era infatti stata “mappata” dalla Asl già nel 2013 nell’ambito di un apposito programma di rilevamento manufatti in amianto e la scuola aveva conseguentemente informato il Comune, che avrebbe dovuto attivare, come da normativa vigente, dei periodici controlli (all’epoca il manufatto non era rotto).
Nessun controllo è stato però fatto e la scorsa estate la canna si è rotta a seguito di lavori effettuati, esponendo all’aria la parte interna in amianto e divenendo pericolosa per la salute.

A oggi ci risulta che la scuola abbia informato e sollecitato il Comune con comunicazioni scritte per ben 6 volte.
Inoltre, come se non bastasse, anche un consigliere ha fatto un’interrogazione al riguardo il 13 dicembre ricevendo assicurazione che si sarebbe intervenuti immediatamente.

Come visto, però, nulla è accaduto. Ci riproviamo dunque ora, con questo comunicato, come genitori preoccupati e indignati, ad alzare nuovamente l’attenzione su questa gravissima situazione, sperando che, laddove hanno fallito le vie previste da uno stato civile, possa arrivare la potenza dei social e dei media.

Sollecitiamo con forza i nostri amministratori a porre fine a questa vergogna e fare ciò che da tempo avrebbero dovuto fare, preoccupandosi del benessere dei nostri bambini che già sono stati colpevolmente esposti, ricordiamolo, a rischi per la propria salute derivanti dall’inalazione di polveri di amianto.

Chiediamo inoltre al nostro primo cittadino, vista la gravità ed urgenza della situazione data dalla contingenza dell’anno scolastico in corso di voler provvedere immediatamente in via d’urgenza onde evitare gravi ripercussioni e ci rendiamo sinora disponibili ad un eventuale incontro ritenuto necessario”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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