Canili, fino a oggi il Comune ha speso 700mila euro all'anno. L'amministrazione Michelini punta a dimezzare la cifra ottimizzando il servizio
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Un piano di razionalizzazione per dimezzare la gravosa spesa attuale per il sostegno comunale ai canili. Da 700mila euro si vuole arrivare a 350mila, già quest'anno si è scesi a 650mila euro spesi.

650mila euro per la gestione dei canili di Viterbo. Questo è quanto oggi Palazzo dei Priori spende per far fronte alla gestione dei quattro zampe senza una famiglia. Una vera e propria fortuna, ma fino allo scorso anno la cifra era ancora più alta: 700mila euro.

Durante la conferenza stampa di presentazione della ‘Prima giornata del microchip’ il sindaco Leonardo Michelini ha affrontato il tema. Auspicando che la diffusione delle buone pratiche, per altro previste dalle normative vigenti, di dotare gli animali di microchip possa aiutare a ridurre questo tipo di spese. “Soldi – ha dichiarato il primo cittadini – che potrebbero essere impiegati per altre iniziative a vantaggio degli animali”.

In realtà il tema dei canili è stato affrontato dall’attuale amministrazione, che si è data l’obiettivo di gestire al meglio la situazione. Proprio alcuni piccoli correttivi introdotti hanno permesso di risparmiare già sul 2014 50mila euro. Non poco. Ma Palazzo dei Priori ha fatto di più, elaborando un progetto di ristrutturazione del servizio che punta a dimezzare, entro fine mandato, la spesa iniziale.

Si vuole arrivare a contenere la spesa comunale per i canili intorno ai 350mila euro.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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