Canile di Bagnaia, Troili (e i bagnaioli) sollevano perplessità sull'ubicazione in località Nove Pani
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Canile di Bagnaia, i residenti della frazione hanno perplessità sulla struttura di via Nove Pani. Il consigliere Arduino Troili (Pd) scrive, in merito, all'assessore competente Luisa Ciambella. Una lettera inviata, per conoscenza, anche al sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e agli uffici del Settore Patrimonio.

Canile di Bagnaia, i residenti della frazione hanno perplessità sulla struttura in località Nove Pani. Il consigliere Arduino Troili (Pd) scrive, in merito, all’assessore competente Luisa Ciambella. Una lettera inviata, per conoscenza, anche al sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e agli uffici del Settore Patrimonio.

“Carissima, come ebbi modo di dire in Consiglio Comunale, la popolazione di Bagnaia anche per un problema di comunicazione non è favorevole a ospitare il canile di cui all’oggetto per la grande preoccupazione in merito allo stato delle acque sorgive presenti, alle costruzioni realizzate, al rispetto del fosso, e al così mi dicono taglio degli alberi che una volta erano presenti. Ecco perché ti chiedo di conoscere le osservazioni e prescrizioni dell’ARPA in questi anni, soprattutto dal 2005 a oggi. Ritengo sia utile chiedere le analisi delle acque effettuate dalla fine degli anni ’90 a oggi a cura di Talete s.p.a.

Mio compito primario è quello di tranquillizzare la popolazione bagnaiola e cercare di offrire ai nostri amici animali un luogo per loro vivibile nel rispetto degli altri animali uomini compresi”. Questo il testo scritto da Troili che pone ulteriori problemi sulla già complessa questione del futuro del canile comunale.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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