Campo Scuola, necessario investire per rendere giustizia al lavoro di tanti atleti e allenatori
Transenne al Campo Scuola
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Campo scuola, una realtà importante per la città e su cui c'è poca attenzione. La scorsa settimana abbiamo pubblicato su La Fune un articolo che parlava delle condizioni poco consone in cui la struttura ha accolto dei gruppi di studenti. Abbiamo ricevuto una lettera firmata dagli atleti e allenatori del campo scuola.

Campo scuola, una realtà importante per la città e su cui c’è poca attenzione. La scorsa settimana abbiamo pubblicato su La Fune un articolo che parlava delle condizioni poco consone in cui la struttura ha accolto dei gruppi di studenti. Abbiamo ricevuto una lettera firmata dagli atleti e allenatori del campo scuola. Abbiamo deciso di pubblicarla integralmente, precisando che il nostro articolo non aveva intenzione di far ricadere su loro le critiche per lo stato in cui l’area è tenuta.

 

La lettera

“Con questa lettera colgo l’occasione innanzitutto per ringraziarla dell’interesse mostrato per la nostra struttura; le critiche, per migliorare un posto che è sede di rilevanti attività sportive ma anche e soprattutto di un’intensa attività di condivisione sociale, sono sempre ben accette.

Vorrei tuttavia ricordarle che, al campo scuola di Viterbo tutti gli allenatori e dirigenti svolgono da anni attività sportive a favore della collettività e della crescita dei ragazzi, senza nessuna retribuzione ma spinti semplicemente da una grande passione di far conoscere i valori dell’atletica alle nuove generazioni.

Sono quindi gradite e auspicabili azioni concrete di collaborazione da parte di tutti gli interessati per rendere il campo scuola una struttura più accogliente e degna dell’importante compito che riveste per la città”.

Gli atleti e gli allenatori del campo scuola di Viterbo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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